Quotazioni Artisti

    Le donne sottovalutate della Poesia Visiva

    Se la Poesia Visiva italiana è una corrente ancora tutta da scoprire e rivalutare sul mercato, ancora di più lo sono le protagoniste femminili di questo movimento, che furono le più radicali. A loro è dedicata una mostra intitolata "MAGMA il corpo e la parola nell'arte femminile", a cura di

    – di Silvia Anna Barrilà e Maria Adelaide Marchesoni

    Poesia Visiva in crescita. Parola della gallerista Carla Roncato

    Con dispiacere la redazione di Arteconomy24 ha appreso la notizia della scomparsa della signora Carla Roncato proprio nel giorno della pubblicazione di questa intervista. Ai familiari e agli amici vanno le nostre condoglianze.

    – di Silvia Anna Barrilà

    Il precursore del mercato Visivo

    La collezione di Carlo Palli comprende più di 15mila tra opere e testimonianze, il cui nucleo principale è incentrato su movimenti degli anni '60 e '70 tra cui le Scritture Verbo Visive. Nel 2006, circa 250 opere sono state donate al Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato e una

    – di Maria Adelaide Marchesoni

    Disubbidienza della Poesia Visiva

    C'è una regola che i collezionisti d'arte dovrebbero sempre seguire, particolarmente vera nel caso della Poesia Visiva: non farsi ingannare dalla firma, ma chiedersi sempre se l'opera è bella ed importante in sé. E' il consiglio del collezionista Giuseppe Garrera, perché la Poesia Visiva ha

    – di Silvia Anna Barrilà

    La critica ha riconosciuto il valore degli artisti del linguaggio

    «E' un collezionismo prevalentemente italiano quello della Poesia Visiva - spiega Alessandro Cuomo, capo Dipartimento Arte Moderna e Contemporanea di Finarte - bisogna tuttavia ricordare che il movimento è nato in un clima di apertura e di scambio ...

    – di Maria Adelaide Marchesoni

    Fotografia italiana anni 70 può crescere in valore

    Il mercato della fotografia artistica in Italia ha un limite, ed è la mentalità degli italiani stessi che per troppo tempo hanno trattato la fotografia come la Cenerentola dell'arte a causa della sua riproducibilità. E' vero soprattutto per la fotografia italiana degli anni 70, che è stata

    – di Silvia Anna Barrilà

    Fotografi da scoprire con valori d'ingresso sotto i 25mila euro

    Nelle schede qui accanto sono analizzate le opere di alcuni fotografi degli anni '70, il cui lavoro è stato a lungo considerato documentaristico e solo ora viene apprezzato per le qualità artistiche. Il loro mercato è spesso ancora locale e ...

    – di Silvia Anna Barrilà

    Maccaferri: dal contemporaneo al vintage

    Per un collezionista di arte o fotografia contemporanea, scegliere di acquistare fotografie degli anni '70 è come fare un salto nel vuoto perché cambiano le regole e gli interlocutori di riferimento. Eppure le opportunità non mancano: lo sanno Antonio e Annamaria Maccaferri, che ci hanno provato

    – di Sara Dolfi Agostini

    Anni '70, la rivalutazione dei maestri italiani del click

    Sono passati otto anni dalla mostra «United artists of Italy», prodotta e curata dal gallerista Massimo Minini al Palazzo delle Stelline di Milano. Un'eccellente selezione di fotografi italiani attivi negli anni '70, da Luigi Ghirri, Ugo Mulas e Mario Giacomelli fino a Elisabetta Catalano, che

    – di Sara Dolfi Agostini

    Gruppo di San Lorenzo, la consacrazione definitiva deve ancora arrivare

    A Roma, verso la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80, sei artisti molto diversi tra loro, Bruno Ceccobelli, Gianni Dessì, Giuseppe Gallo, Nunzio, Piero Pizzi Cannella e Marco Tirelli, individuarono nell' edificio di ex semoleria-pastificio ormai dismessa, La Cerere, fondata nel 1905, il

    – di Gabriele Biglia

    Segnali di rivalutazione in galleria per il gruppo di San Lorenzo

    Nelle schede qui accanto sono analizzate le opere degli artisti che nei primi anni '80 si sono insediati nell'ex-pastificio Cerere, uno spazio industriale abbandonato situato nel quartiere San Lorenzo formando un gruppo eterogeneo poi noto come Nuova ...

    – di Maria Adelaide Marchesoni

    Ex Pastificio Cerere, un sodalizio che non diventò mai un gruppo

    Roma, fine anni '70, primi anni '80. Bruno Ceccobelli, Gianni Dessì, Giuseppe Gallo, Nunzio, Piero Pizzi Cannella e Marco Tirelli, sei artisti molto diversi tra di loro, tutti nati negli anni '50, lasciano il centro di Roma e stabiliscono i loro studi nell'ex-pastificio La Cerere nel quartiere

    – di Maria Adelaide Marchesoni

    «La forma della disuguaglianza»

    L'arte politica è al centro del programma del gallerista Miguel Àngel Sánchez, fondatore nel 2003 della ADN Galeria di Barcellona e, dieci anni dopo, della ADN Platform, uno spazio fuori città per mostre curate e residenze.

    – di Silvia Anna Barrilà

    Elezioni, l'arte si chiama dentro

    Lo scollamento tra società e politica, la mancanza di fiducia nel futuro e il frequente rifugio dei giovani nello spazio di riverbero di comunità virtuali hanno spinto artisti e curatori a scendere in campo per difendere diritti universali come libertà di espressione e uguaglianza. Ne è un esempio

    – di Sara Dolfi Agostini

    Il valore della pratica artistica come attivismo politico

    Nelle schede qui accanto sono analizzate le opere di alcuni artisti internazionali che attraverso la loro arte trattano tematiche legate alla politica e alla società. La loro pratica artistica diventa una forma di attivismo politico e il loro messaggio si fa sociale oltre che estetico e formale. Il

    – di Silvia Anna Barrilà

    L'arte emergente nei Padiglioni esordienti sulla scena contemporanea

    Nelle schede qui accanto sono analizzate le opere di alcuni artisti selezionati dai rispettivi paesi di provenienza per rappresentare la nazione con una mostra personale all'interno dei padiglioni della 57ª Biennale di Venezia (13 maggio-26 ...

    – di Silvia Anna Barrilà

    Trentenni e internazionali: chi sono i talenti scelti da Macel

    Sarà una Biennale senza temi e senza griglie, per restituire all'arte lo spazio d'inventare il mondo con «Viva Arte Viva», al di fuori di logiche produttive o di stampo capitalistico. Così ha sancito la direttrice Christine Macel, lanciando un ...

    – di Sara Dolfi Agostini

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