Per creare nuova occupazione servono Servizi per l'impiego 4.0

    Il fiume del cambiamento del mondo del lavoro corre tra due sponde: "lavorista" e populista. C'è chi pensa che occorra più lavoro in funzione di sviluppo e crescita e chi è per politiche passive, dall'aura assistenziale, come il reddito di cittadinanza (Rdc). Su una riva ci sono quanti ritengono

    – di Carlo Carboni

    Le politiche commerciali di Trump sono dannose. Soprattutto per gli Usa

    Il presidente americano Donald Trump potrà pure ritenersi un costruttore, ma sul piano delle normative e dei trattati internazionali si sta comportando come una squadra di demolizione nel corpo di un solo uomo. E ora il caos sembra sempre più diffuso e in aumento.  

    – di Anne O. Krueger

    Made in Italy, la sfida di empatia e tecnologia

    In tante città della Siria una parte importante della benzina viene prodotta a partire dalla plastica recuperata dalle macerie delle case abbandonate. Piccoli forni rudimentali scaldano la plastica triturata per avviare un processo di raffinazione fai-da-te che ha inevitabili conseguenze sulla

    – di Stefano Micelli

    Ilva, il dossier all'Anticorruzione mossa da chiarire che preoccupa

    O è un bluff. O è un progetto. In nessuno dei due casi va bene. La consegna da parte del ministro dello Sviluppo economico Di Maio della lettera di Michele Emiliano all'Autorità nazionale anticorruzione di Raffaele Cantone è un atto politico chiaro che ha finalità - e conseguenze - ancora tutte da

    – di Paolo Bricco

    Crescita «clausola di garanzia» per i conti previdenziali

    La vera clausola di garanzia per la sostenibilità dei nostri conti previdenziali si chiama più crescita e più occupazione. Sembra banale ribadirlo, in realtà il tema non è come dovrebbe essere al centro del dibattito politico. Questione strutturale decisamente più rilevante del sostegno, pur

    – di Dino Pesole

    La sentenza di Cassazione sul divorzio: uno strumento perequativo

    Quali saranno le conseguenze dopo la pronuncia delle Sezioni Unite, in pratica, cosa cambia ? Questa, sostanzialmente, la domanda che si pongono sia le tanti parti, coinvolte in un giudizio di divorzio, che i loro legali. La risposta la si può trarre dai principi già affermati nelle numerose

    – di Giorgio Vaccaro

    L'uscita dall'euro non esiste ma l'Italia faccia la sua parte

    Martedì Il Sole 24 Ore ha pubblicato la lettera di otto economisti italiani in difesa dell'euro e dell'appartenenza italiana all'Eurozona. Conosco personalmente la gran parte di loro: con Lorenzo Codogno e Mauro Maré siamo stati colleghi, Pietro Reichlin è stato mio professore al dottorato,

    – di Andrea Montanino

    Dagli economisti no all'Italexit e preoccupazioni sul deficit

    Carlo Cottarelli, Massimo Bordignon, Franco Bruni, Michele Bagella, ma anche Pier Carlo Padoan, Antonio Patuelli, Ernesto Auci, Giuseppe Pennisi, Alberto Pera. La lettera-appello degli otto economisti che chiedono di non rimettere in discussione l'euro «per la difesa del risparmio e del lavoro

    – di Gianni Trovati

    La ripresa e il debito convitato di pietra

    Impegno per le riforme nel rispetto dei vincoli di bilancio. E' questo il filo conduttore delle relazioni all'assemblea dell'Abi di ieri. Il peggio della crisi è passato, per le banche come per l'economia italiana nel suo complesso, ma non c'è tempo per festeggiare: perché la ripresa va rallentando

    – di Marco Onado

    La Nato rischia lo scisma d'Occidente

    «Avrò incontri alla Nato, in Gran Bretagna in pieno subbuglio e con Vladimir Putin. Francamente Putin potrebbe rivelarsi il mio interlocutore più facile. Chi l'avrebbe mai pensato?» .

    – di Adriana Cerretelli

    Populismo e prosperità in Germania

    Nella testa di molte persone il populismo è associato al trasferimento o alla perdita di posti di lavoro, alla concorrenza delle importazioni e ad altri effetti collaterali della globalizzazione. Come si spiega, allora, la straordinaria performance economica della Germania e la simultanea ascesa

    – di Dalia Marin

    Fake news, ecco come batterle scegliendo le fonti

    «Sapere è importante, anche per cercare quello che non si sa». Lo ricordo spesso ai miei studenti. Siccome non si può sapere tutto, lo studio deve servire anche per orientarsi tra le fonti di informazione. Serve per porre le domande giuste e per valutare la attendibilità delle risposte. Serve, in

    – di Dario Braga

    Migranti, il divario tra percezione e realtà

    Provate a chiedervi se il numero degli omicidi in Italia, rispetto al 2000, è aumentato, diminuito o rimasto invariato. Ora, nel momento stesso in cui vi accingete a darvi una risposta, il vostro cervello ha già compiuto una serie di operazioni complesse, alcune consce e volontarie, ma la maggior

    – di Vittorio Pelligra

    I «migranti economici» di cui l'italia ha ancora bisogno

    L'immigrato economico è oggi considerato un individuo residuale da scartare. Il nostro Paese sembra avere deciso di non averne bisogno. Il dibattito pubblico e politico ha fatto emergere una dicotomia tra immigrati considerati "meritevoli", perché fuggono da guerre o persecuzioni, ai quali viene

    – di Giorgio Barba Navaretti e Tommaso Frattini

    Ascoltare il battito delle città per rigenerare la democrazia

    Francesca Bria è entrata dalla porta principale nel Comune di Barcellona. Sale le scalinate tra gli archi gotici, mostra le ampie sale gialle e rosse dell'Ajuntament dove hanno sede gli organi del governo della città, del quale Bria fa parte. Prosegue per i corridoi dell'edificio nuovo e si ferma

    – di Luca De Biase

    Dazi, commercio mondiale in tilt anche per le fake news di Donald Trump

    Secondo la leggenda, il principe Grigorij Potëmkin, uno dei ministri (e suo amante) di Caterina la Grande, creò a suo beneficio una falsa impressione di prosperità, quando l'imperatrice visitò l'Ucraina. Allestì villaggi finti o fece erigere le facciate delle case lungo il percorso della zarina,

    – di Paul Krugman

    Il sapore del «non ancora» dei sogni veri

    Con quanta fretta trascorriamo le nostre giornate e… roviniamo le nostre relazioni. Una fretta che spesso ci fa perdere anche il gusto della fedeltà alle aspirazioni, ai sogni, alle persone, alle promesse. Forse perché la fedeltà è uno stato d'animo, un desiderio confuso ma anche nitido di tendere

    – di Nunzio Galantino

    Una neo-scrittura per immaginare il futuro

    Pur senza troppo insistere sulle etichette e sulle definizioni che costellano il linguaggio di ogni epoca, qualcosa vorrà pur significare se nei paradigmi critico-interpretativi degli ultimi decenni sia sparito quasi completamente il prefisso "neo", molto usato invece a metà Novecento e,

    – di Giuseppe Lupo

    Gli interessi contrapposti del «Decreto dignità»

    Seguendo, in un lungo arco di tempo, le complesse vicende del nostro mercato del lavoro mi sono più volte chiesta cosa stessero realmente facendo gli attori in gioco. In particolare se coloro che più appassionatamente affermavano posizioni di difesa del lavoro stessero efficacemente, o forse solo

    – di Paola Potestio

I più letti di Commenti