Effetto «rete» dalle opere di connessione

    Se non bastasse la tragedia di vedere un ponte sbriciolarsi come è accaduto a Genova, basterebbe guardare la carta geografica e ripassare la storia per capire quanto siano cruciali le infrastrutture, il loro finanziamento e la loro progettazione per un Paese come l'Italia. Una lunga penisola che

    – di Massimo Deandreis

    Con investimenti pubblici e privati crescita al 2%

    I commenti di Rossella Bocciarelli sul Sole 24 Ore e di Angelo De Mattia su MF hanno spostato l'attenzione del dibattito sul bilancio pubblico del 2019 sugli investimenti, come strumento atto a rispettare in modo dinamico i parametri fiscali fissati dagli accordi europei, togliendolo dal consueto

    – di Paolo Savona

    Disastro di Genova, servono garanzie non parole fuori luogo

    E' stato un disastro tremendo, fa angoscia pensare agli ultimi terrificanti istanti delle vittime. La mente va ad altre sciagure, terremoti, slavine, crolli di scuole. Ma non è indignandosi, o minacciando, o parlando a vanvera che si commemorano degnamente i morti, che si consolano i parenti, che si

    – di Franco Debenedetti

    Le ragioni della manifattura e il dialogo con i territori

    Le parole del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, «deluso» dai recenti provvedimenti del Governo, testimoniano la sorpresa e il "nervosismo" del mondo delle imprese a fronte di un nuovo atteggiamento della politica.

    – di Stefano Micelli

    La quadratura dei conti e lo spread in agguato

    Francis Scott Fitzgerald disse: «Datemi un eroe, e vi scriverò una tragedia». I messaggi rassicuranti sulla prossima Legge di Bilancio si susseguono, a partire da quelli del ministro Tria in una lunga intervista pubblicata l'8 agosto sul Sole 24 Ore, ma vengono continuamente contraddetti dai

    – di Lorenzo Codogno e Giampaolo Galli

    Perché serve colmare il gap fra istituzioni e volontà popolare

    Gentile Direttore,vorrei replicare al professor Sergio Fabbrini che nel suo editoriale di domenica sostiene come senza il popolo, la democrazia sarebbe un regime tecnocratico ma, senza le élite, diventerebbe ingovernabile. Prendo le mosse da questo concetto perché il rapporto tra élite e popolo è

    – di Riccardo Fraccaro *

    L'inflazione e quei legami pericolosi, da Hitler a Chavez

    Un milione per cento è l'inflazione annuale prevista per il Venezuela: è come se con i 10mila euro con cui oggi si acquista un'utilitaria, tra un anno si potesse comprare solo un espresso. Sarà perché ricordo i racconti di chi frequentò la Germania durante la Repubblica di Weimar, o quelli di chi,

    – di Franco Debenedetti

    Contro il populismo una politica riformista

    Mi ha fatto impressione, domenica scorsa, leggere prima, su queste colonne, l'analisi (esemplare) di Sergio Fabbrini sul populismo, e ritrovare lo stesso tema in un saggio del lontano 1970 di Nicola Matteucci, uno dei padri del pensiero liberale europeo. Le pagine di Matteucci (pubblicate

    – di Salvatore Carrubba

    Un'agenda concreta su lavoro e sviluppo

    Per il momento, in attesa dell'appuntamento decisivo a settembre con la Legge di stabilità, le reiterate dichiarazioni del ministro dell'Economia Giovanni Tria, sul suo impegno a evitare un ulteriore aumento del debito pubblico, sono servite per una tregua con Bruxelles e i mercati. Quel che invece

    – di Valerio Castronovo

    Dai giovani più fiducia nelle imprese che nella politica

    Il dibattito pubblico in questi ultimi mesi è fortemente concentrato sul tema del blocco degli sbarchi e sulla riduzione dei vitalizi. Temi di certo sentiti dall'opinione pubblica, ma quanto davvero in grado di incidere sulla capacità del Paese di rafforzare la crescita e lo sviluppo?

    – di Alessandro Rosina

    Attacco alla Consob, il nuovo volto del vecchio spoils system

    Un'altra delle linee di difesa fondamentali di uno stato democratico rischia di saltare per effetto dell'attacco da parte di qualificati esponenti del nuovo governo al presidente della Consob. Attacco motivato solo da cavilli formali che nasconde un'ansia di occupazione del potere che nessun

    – di Marco Onado

    Anni di crisi e di ripresa mai certa: il Sud senza coordinate

    In piena estate lo scenario del Mezzogiorno è quello dei giorni gioiosi vacanzieri: il turismo dà una colorazione festosa a questo Sud, alla bellezza delle sue risorse naturali e alla ricchezza delle vestigia del suo passato. Un po' d'amarezza nasce a pensare che le Canarie, senza Magna Grecia,

    – di Carlo Carboni

    Di Dignità e dazi: ascoltiamo gli allarmi degli imprenditori del Nord-Est

    Sarebbe un errore sottovalutare le tante proteste che in queste settimane sono arrivate dagli imprenditori del Nord-Est sul decreto dignità e sull'introduzione di dazi commerciali. Dietro le critiche di questi giorni ci sono le ragioni di un sistema industriale guidato da una coorte di medie

    – di Stefano Micelli

    Il «doppio gioco» di Trump sui dazi e i rischi per i commerci globali

    Il sorprendente allentamento delle tensioni diplomatico-commerciali tra Usa e Ue dopo l'incontro Trump-Juncker del 25 luglio a Washington conferma, da un lato, l'estrema volubilità e spregiudicatezza del presidente americano. Al tempo stesso l'incontro di Washington segna un notevole punto a favore

    – di Fabrizio Onida

    Il tarlo generazionale della crescita zero

    L'età media dei parlamentari di 5 Stelle e Lega alla Camera è di circa 41 anni. Anche se avessero tutti sospeso gli studi dopo le superiori, a 18 anni, farebbero comunque parte di una generazione che, confrontata con il lavoro, non ha mai conosciuto la crescita economica. Il reddito del Paese

    – di Carlo Bastasin

    Così l'Italia dei regressi rema contro se stessa

    No Tav. Tap forse. Ilva chissà. Vogliamo continuare a restare nel novero dei 7 maggiori Paesi industrializzati del mondo, ricostruire un sistema Paese che ritrovi crescita, produttività e competitività forti e che quindi possa redistribuire risorse, lavoro, benessere e non assistenzialismo oppure

    – di Adriana Cerretelli

    Tutti i timori scatenati dalla «curva piatta»

    Uno spettro sembra turbare i sonni di banchieri centrali - soprattutto americani - e mercati: è la "curva piatta", cioè tassi di interesse a breve e a lungo termine tendenzialmente uguali, o addirittura con i primi maggiori dei secondi. Le colombe lo ritengono un fenomeno preoccupante, i falchi

    – di Donato Masciandaro

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