La bella Elena pensava?

    Elena, si sa, era bella, la più bella, bella come una dea. Ma avrà anche pensato qualcosa, per esempio affacciandosi sul massacro dalle mura di Troia? E Alcesti, moglie fedele, una volta nell'Ade dopo che suo marito Admeto ha accettato che lei morisse al suo posto, sarà stata còlta da qualche

    – di Lara Ricci

    Lettore mio, il greco ha futuro

    Giunto al numero 1001 della sua raccolta di Adagia, dedicato all'ossimoro Festina lente, Avanti piano, Erasmo si sofferma sull'amico Aldo Manuzio, che quel motto aveva inscritto e tradotto nel suo marchio tipografico con un delfino vorticoso attorcigliato a un'ancora ferma. Gli innalza un elogio

    – di Carlo Carena

    Il Manzoni, che copione!

    Nel 1827 a Milano, poco dopo la pubblicazione della «prima» del celebre romanzo manzoniano, vede la luce un testo teatrale dal titolo «I Promessi Sposi del chiarissimo Alessandro Manzoni ridotti in tre commedie di carattere». L'opera era stampata «Dalla Tipografia Motta ora di M. Carrara», sita «in

    – di Angelo Stella

    Bibliomani, accumulatori divertenti

    I bibliomani sono dei malati. Almeno così si dice. Di certo hanno gli stessi problemi dei giocatori accaniti o degli sciupafemmine; sovente non sono grandi lettori ma soltanto dei maniaci che raccolgono e accumulano, sino a rendere pericolanti le loro case. Possono arrivare a commettere delitti, o

    – di Armando Torno

    D'Ormesson, scrittore gentiluomo

    Eravamo in cinque a tavola, e Jean d'Ormesson teneva banco. Non era, intendiamoci, un conversatore torrenziale, uno di quelli che vogliono tenere banco, negando agli altri qualsiasi spazio. Ma aveva una grazia innegabile e un senso dell'umorismo lieve e croccante.

    – di Giuseppe Scaraffia

    Nutrito dalla tradizione

    E' vezzo di molti poeti, anche quelli veri, dilungarsi in lunga prosa o romanzi facendo rimpiangere i loro versi, e non solo i migliori; presupposto errato per il lettore che intenda accostarsi all'ultimo libro di Nanni Cagnone. Dites-Moi, Monsieur Bovary risale per giustapposizioni l'erta via che

    – di Stefano Biolchini

    Bugiardo come un libro online

    Nella vita di tutti i giorni, facciamo molta attenzione alla qualità: facciamo colazione con caffè fair trade e biscotti in cui non vogliamo olio di palma, beviamo acqua minerale con pochissimo sodio e ci informiamo accuratamente sui grassi contenuti nei vari cibi. Se però - ad esempio - vogliamo

    – di Michelangelo Zaccarello

    Investigatore del nostro tempo

    La morte improvvisa di Alessandro Leogrande, il giovane scrittore e sociologo tarantino ben noto negli ambienti dell'intervento sociale e delle riflessioni sullo stato della nostra società, ha strappato alla cultura italiana uno dei più promettenti tra i suoi intellettuali, per una volta non solo

    – di Goffredo Fofi

    Quando tutto va in fumo

    Era stato il parroco a iniziare un imberbe Mario Soldati ai piaceri del sigaro - rigorosamente un Toscano -, abitudine da allora mai più abbandonata: «Se siamo uomini di buona volontà», annotò lo scrittore e regista, «il Toscano non ci tradisce mai».

    – di Camilla Tagliabue

    Risucchiati nella crepa

    C'è una fenditura tra l'Europa e il resto del mondo in cui, da qualche anno, precipitano migliaia di persone. Prendendo in mano La crepa, dalla cui copertina ci fissano i begli occhi attoniti di una ragazzina siriana trasbordata da un barcone alla deriva, si pensa che sia questa di cui parlano gli

    – di Lara Ricci

    Di ciò di cui non si può parlare si deve tacere

    Abbiamo bisogno del silenzio, di un momento di pace che ci protegga dal rumore che ci avvolge. Non è soltanto un rifugio, ma anche una necessità. Ben lo sanno i musicisti, che con questa dimensione senza note devono fare i conti ogni secondo. Lo conoscono i religiosi, i filosofi, i saggi, i

    – di Armando Torno

    Florilegio dell'altro mondo

    Finalmente, dopo mesi di preparazione, e dieci giorni di attesa in porto, il vento è cambiato, si alza sulla rada di Plymouth e si può iniziare la navigazione. E' il 26 agosto del 1768: la nave, la HR Bark Endeavour, prende il largo. La hanno ribattezzata proprio così, con tipica ironia inglese,

    – di Stefano Salis

    E' morto Alessandro Leogrande, con le sue inchieste faceva letteratura

    Di Alessandro Leogrande - morto ieri, d'improvviso, all'età inaccettabile di quarant'anni, di ritorno dall'Argentina dove aveva condotto l'ennesima inchiesta - è difficile in questo momento da spegnere, nella memoria, il sorriso. Il sorriso, in chi fa il nostro mestiere, è spesso di circostanza;

    – di Andrea Cortellessa

    Tradimenti ardimentosi e bisbetici

    Il tradimento non è piacevole ma la storia e la politica non potrebbero vivere senza di esso. Anche l'amore non sarebbe tale se non fosse minacciato dalla sua presenza. Il cuore e i sensi forse ne hanno bisogno per non addormentarsi. E la religione? A parte il caso di Giuda, il più clamoroso, non

    – di Armando Torno

    Il prezzo del privilegio

    «Mi hanno insegnato a non mettermi in mostra»: una frase insolita con cui iniziare un memoir. Fin dall'incipit l'ironia sorniona di Margo Jefferson prepara il lettore di Negroland a una narrazione che si avvita sulle contraddizioni e le trasforma in agnizioni. Ex giornalista del New York Times,

    – di Lara Ricci

    Due passi nell'aldilà

    Non è un viaggio molto allegro e di piacere, ma certamente interessante e inevitabile quello che ci propongono due filologi e mitologi, Tommaso Braccini e Silvia Romani in Una passeggiata nell'aldilà in compagnia degli Antichi. Un viaggio anche attraverso capolavori letterari e filosofici, in cui

    – di Carlo Carena

    Buone notizie dal mondo di Oz

    Per tutto il Novecento narratori, poeti e artisti di avanguardia hanno guardato con particolare simpatia alla letteratura di genere - gialli, romanzi di avventura, fantascienza, spesso libri per l'infanzia. Era come se, nella loro lotta contro le convenzioni del "romanzo borghese" (verosimiglianza

    – di Gabriele Pedullà

    Caro Don Lisander, ti scrivo

    Spavaldo lo era di sicuro, e anche furiosamente ilare, il giovane poeta che si compiacque di confondere Alessandro Manzoni con una «gazzarra di lettere». Ne aveva sentito il «bisogno» terapeutico: era convinto che, in ogni occasione, «due paroline melate» di risposta gli sarebbero bastate per

    – di Salvatore Silvano Nigro

    In cerca di Leopardi oltre le quiete stanze

    Recanati e il mondo di Giacomo: un giacimento culturale sul quale i discendenti del giovane favoloso continuano a scommettere, certi dell'effetto volano sull'economia del territorio. Riportare in vita la casa di Silvia è il primo passo di un percorso di valorizzazione che Vanni Leopardi e la figlia

    – di Patrizia Maciocchi

    Di cultura si può vivere: ecco come la creatività genera profitti

    Il gioco di parole narra l'ambizione e restituisce in modo efficace l'obiettivo. Ovvero dimostrare che esattamente come per i titoli di borsa, anche l'editoria , e in senso più esteso tutto il vasto mondo della creazione culturale, può movimentare importanti capitali, creare valore. Torna per il

    – di Serena Uccello

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