Quando Pareto stroncò Marx

    «Il libro di Karl Marx dovrebbe intitolarsi Il capitalista, piuttosto che Il Capitale». Questo perché del capitale non disconosce l'importanza, anzi «ammette che deve non solo riprodursi ma ancora aumentarsi per poter sviluppare "le forze produttive e le condizioni materiali che sole possono

    – di Alberto Mingardi

    I doloretti meteopatici non esistono: la pioggia riduce artrite e reumatismi

    Chi di noi non ha un punto debole meteopatico? Per qualcuno è la caviglia, per qualcun altro il polso, per altri ancora la spalla. Insomma un punto che diventa dolorante e che al tempo stesso fa di noi dei preveggenti del tempo. Se scatta il dolore vuol dire che da lì a poche ore comincerà a

    – di S.U.

    I danni morali dell'empatia

    Nel 2001 Joshua Greene, dell'Università di Harvard, pubblica su Science una ricerca che è divenuta un classico degli studi sulle basi neurali dei dilemmi etici. Greene ha presentato ai suoi soggetti storie come quella, celeberrima, concepita come esperimento mentale nel 1967 da Philippa Foot: «Una

    – di Paolo Legrenzi

    Errori veri e presunti di Einstein

    Per garantire un introito al suo collaboratore Leopold Infeld, che non aveva ancora un posto in università, nel 1938 Einstein decise di scrivere assieme a lui un saggio destinato a diventare famoso, L'evoluzione della fisica. Durante la stesura Infeld gli confessò di sentirsi particolarmente in

    – di Vincenzo Barone

    La particella dal doppio «charm»

    «Three quarks for Muster Mark!». Nel 1964 il fisico statunitense Murray Gell-Mann si ispirò a questa misteriosa frase tratta da Finnegans Wake di James Joyce per battezzare i mattoni fondamentali della materia, i quark. La parola cruciale nella frase è la prima, three: tre erano infatti i quark

    – di Vincenzo Barone

    Libertà in cerca di consenso

    «Ci sono tre grandi potenze in Europa: l'Inghilterra, la Russia e Madame de Staël». Germaine de Staël moriva il 14 luglio del 1817. La sua vita è un tale romanzo che la tentazione di raccontarlo torna ciclicamente. «Non c'è vulcano al mondo che faccia più fiamme di lei», diceva Benjamin Constant.

    – di Alberto Mingardi

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