La Cina alza la guardia sui rottami di rame (e non solo)

    Ottimismo sull'economia cinese, previsioni di scarsità dell'offerta e un ritorno di interesse da parte degli speculatori sono le cause più evidenti del rally del rame. Ma c'è anche un altro fattore, meno visibile, che ha contribuito a portare i prezzi oltre 7mila dollari per tonnellata, una soglia

    – di Sissi Bellomo

    Saudi Aramco fra maxi-Ipo e accordo con Pechino

    La montagna rischia di partorire un topolino. Annunciata come la più grande Ipo della storia, la quotazione di Saudi Aramco forse non sarà cancellata, ma a questo punto è sempre più probabile che i piani non saranno rispettati: sui listini ...

    – di Sissi Bellomo

    Rame in volata sopra 7mila dollari, al record da tre anni

    Improvviso balzo del rame che per la prima volta da tre anni ha superato la soglia di 7mila dollari per tonnellata, spingendosi a Londra fino a un picco di 7.177 $ (base tre mesi), in rialzo di oltre il 4 per cento. A Shanghai le quotazioni avevano raggiunto nelle ore precedenti il massimo dal 2012.

    – di Gianni Mattarelli

    Col piano anti-smog la Cina fa il pieno di materie prime

    La Cina sembrava sul punto di rallentare gli acquisti di materie prime. Invece, almeno nel mese di settembre, è successo il contrario. Le importazioni di petrolio, carbone e rame hanno accelerato e quelle di minerale di ferro addirittura hanno battuto ogni record: una sorpresa per molti analisti,

    – di Sissi Bellomo

    Il piano di Parigi: in città solo auto elettriche dal 2030

    Big Oil comincia a rassegnarsi all'arrivo dell'auto elettrica. Royal Dutch Shell- la Major più pessimista sui futuri consumi di petrolio - ha acquistato NewMotion, società olandese che controlla la più grande rete europea di ricarica per i veicoli a batteria.

    – di Sissi Bellomo

    Il petrolio non è più troppo: scorte in discesa per tutto il 2017

    Il surplus sul mercato del petrolio è finito, ma rischia di ricomparire presto se l'Opec smetterà di tenere a freno la sua produzione. E' questa la diagnosi dell'Agenzia internazionale dell'energia (Aie), secondo cui il bilancio del 2017 mostrerà che la domanda in media ha superato l'offerta di

    – di Sissi Bellomo

    Shale oil come il carbone Bnp smette di finanziarlo (e potrebbe fare scuola)

    Lo shale oil come il carbone. In nome dell'ambiente Bnp Paribasha annunciato che smetterà di fare affari con qualsiasi soggetto la cui attività principale abbia a che vedere col petrolio e col gas non convenzionali: i frackers americani dunque, ma anche i produttori di sabbie bituminose del Canada

    – di Sissi Bellomo

    Lo scandalo Kobe si allarga all'acciaio

    L'allargarsi dello scandalo delle falsificazioni degli standard di qualità nei prodotti di Kobe Steel ha provocato un nuovo tonfo del 18% del titolo del terzo gruppo siderurgico giapponese, che in due sessioni ha perso il 40% del suo valore (senza peraltro impedire all'indice guida di Tokyo di

    – di Stefano Carrer

    Il boom di consumi spinge i prezzi del Gnl (ma l'offerta cresce di più)

    Il gas liquefatto ha iniziato la stagione invernale con un balzo dei prezzi superiore a quello che si era visto negli anni passati: sul mercato spot asiatico il combustibile vale 8,50 dollari per milione di British thermal units (MBtu), in rialzo del 55% dai minimi di fine agosto.

    – di Sissi Bellomo

    L'Opec chiede aiuto allo shale oil. E stavolta potrebbe arrivare

    L'Opec alleata dello shale oil nel contenere l'offerta di petrolio. Lo scenario è ai limiti dell'assurdo, ma l'Organizzazione degli esportatori di greggio continua a riproporlo. E questa volta potrebbe trovare terreno fertile.

    – di Sissi Bellomo

    Kobe Steel, scandalo su rame e alluminio

    19.300 tonnellate di prodotti in alluminio estruso e laminati piani, 19.400 unità di elementi forgiati e pressofusi sempre in alluminio, 2.200 tonnellate di prodotti in rame. Kobe Steel le ha fornite a oltre 200 clienti. Piccolo particolare: avevano ...

    – di Stefano Carrer

    L'uragano Nate punta al cuore del petrolio Usa: fermi i pozzi del Golfo del Messico

    Un nuovo uragano sta puntando verso gli Stati Uniti e stavolta la traiettoria punta dritto al cuore dell'industria petrolifera, tanto da aver costretto a sospendere oltre 1,2 milioni di barili al giorno di produzione nel Golfo del Messico, il 71,1% del totale: un taglio simile a quello dell'Opec,

    – di Sissi Bellomo

    Glencore continua lo shopping: obiettivo petrolio in Sudafrica

    Dopo lo zinco, il petrolio. Glencore continua a pieno ritmo la campagna di acquisizioni, annunciando una seconda operazione da un miliardo di dollari nel giro di appena tre giorni. Il colosso svizzero delle materie prime stavolta si porta a casa il 75% degli asset petroliferi di Chevron in

    – di Sissi Bellomo

    Deripaska porta sul listino di Londra la holding En+

    Anche Oleg Deripaska cavalca il rally dei metalli, approfittando dei prezzi record per portare in Borsa En+, la holding attraverso la quale il magnate russo possiede il 48% di Rusal - uno dei maggiori produttori mondiali di alluminio - e le centrali idroelettriche siberiane di En+Power.

    – di Sissi Bellomo

    Le «oil sands» del Canada più lontane dall'Europa

    Il Canada delle oil sands, il fornitore di petrolio più debole in un mondo votato alla decarbonizzazione, comincia a cedere di fronte alla prospettiva - ancora lontana ma non più irreale - di un picco della domanda di combustibili fossili.

    – di Sissi Bellomo

    Petrolio, l'export Usa da primato spinge l'Opec a ripensare le strategie

    Negli Usa la produzione di petrolio sta forse frenando. Ma l'export di greggio corre come non aveva mai fatto: la settimana scorsa ha sfiorato 2 milioni di barili al giorno, un record storico che potrebbe spingere l'Opec e i suoi alleati a modificare le strategie.

    – di Sissi Bellomo

    Zinco al record da 10 anni. Glencore rafforza il controllo del mercato

    E' già il re dello zinco. E adesso che i prezzi del metallo volano ai massimi da dieci anni Glencore si muove per rafforzare ulteriormente la sua posizione di potere. Il gruppo svizzero ha annunciato che spenderà fino a un miliardo di dollari in contanti per acquisire il controllo della peruviana

    – di Sissi Bellomo

    Zucchero, in Europa scocca l'ora del libero mercato

    Una tonnellata di zucchero raffinato? Oggi vale 370 dollari, ossia 315 euro. E' a questi valori, indicati dai future e variabili su base quotidiana, che d'ora in poi anche gli europei dovranno guardare.

    – di Sissi Bellomo

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