Raid o no in Siria? Perché Trump frena. In tre punti

    Scatterà o no il raid in Siria? Ieri sera la Casa Bianca ha detto che nessuna decisione definitiva è stata ancora presa: gli Stati Uniti continuano a esaminare le informazioni di intelligence, dice la portavoce della Casa Bianca, Sarah Huckabee Sanders, al termine dell'incontro del Consiglio di

    – di Redazione Online

    Usa contro Cina: guerra per l'economia dell'innovazione

    E' la leadership nell'economia del futuro la posta in gioco nello scontro tra Cina e Stati Uniti. La rimonta di Pechino nella corsa all'innovazione spaventa Washington, che reagisce cercando di sabotarne le ambizioni. Il gigante asiatico ha già scavalcato il Giappone come seconda potenza al mondo

    – di Gianluca Di Donfrancesco

    Trump contro «l'amico» Putin: è solo tattica o si rischia la rottura?

    Tutto accade su Twitter, più o meno. Grazie al social network che non passa i guai di Facebook, sappiamo che gli Stati Uniti stanno per colpire di nuovo la Siria, più precisamente il regime del presidente Assad. Ore prima la Russia, tramite il suo ambasciatore russo in Libano, minaccia di abbattere

    – di Angela Manganaro

    Zuckerberg: anche i miei dati vittima di Cambridge Analytica. Ora nuove regole

    NEW YORK - Per Mark Zuckerberg gli scandali di Facebook sono una questione personale. Letteralmente: il chief executive e fondatore di Facebook ha rivelato in Congresso di essere stato lui stesso tra gli 87 milioni di utenti i cui dati personali sono stati impropriamente raccolti, venduti e usati

    – di Marco Valsania

    Lagarde (Fmi): il protezionismo fa male a tutti, debito a livelli mai visti

    Si addensano nubi scure su uno scenario (economico) globale che per ora resta soleggiato. Con questa metafora meteo, la direttrice esecutiva del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, ha evidenziato che il Fmi continua a restare ottimista sul contesto della crescita mondiale, ma è anche

    – di Stefano Carrer

    Mea culpa Zuckerberg: «Sì a nuove norme sulla privacy ma non siamo un monopolio»

    New York - Mark Zuckerberg rilancia le proprie scuse per gli scandali che hanno scosso Facebook, promette riforme interne per migliorare i controlli su raccolta e uso di dati e informazioni personali degli utenti e apre anche a ipotesi sollevate dai senatori americani di nuove regolamentazioni,

    – di Marco Valsania

    Zuckerberg difende Facebook: non siamo un monopolio

    Oggi è il giorno di Mark Zuckerberg, il Ceo di Facebook finito nella bufera del cosiddetto datagate: lo scandalo sulla fuga di informazioni a favore di siti e aziende di marketing politico capaci di alterare l'esito delle elezioni americane. Zuckerberg affronta a Washington due commissioni del Senato (giudiziaria e del commercio), per spiegare il ruolo del colosso social nel caso Cambridge Analytica e sulle interferenze prodotte da «troll» russi durante la corsa alle presidenziali del 2016. Zuckerberg ha già messo a disposizione la dichiarazione scritta che sarà letta al Senato , prima di esporsi alle domande della Camera alta. Tra i punti più caldi ci sono le politiche di privacy e protezione dei dati degli utenti, oltre ai margini di guadagno del social sulla compravendita di informazioni sensibili.

    – di Redazione online

    Fbi perquisisce uffici dell'avvocato di Trump che ha pagato la pornostar

    NEW YORK - Il procuratore speciale Robert Mueller e l'Fbi hanno fatto una escalation delle indagini sugli scandali che attanagliano Donald Trump: agenti del Federal Bureau of Investigations hanno perquisito ieri pomeriggio gli uffici e la stanza d'albergo a New York dell'avvocato personale del

    – di Marco Valsania

    Datagate anche per Youtube, ecco le regole europee sulla privacy dei minorenni

    L'esposto alla Federal Trade Commission americana assume valore anche per gli utenti italiani, non solo di YouTube ma anche dei social network che, come noto, trattano anche dati di minori con meno di 13 anni. Si dirà che i social network non hanno un obbligo di controllo preventivo. Lo ha ribadito

    – di Marisa Marraffino

    Nei conti pubblici americani è allarme deficit

    NEW YORK - Scatta l'allarme per il deficit nei conti pubblici americani: il Congressional Budget Office, l'ufficio studi bipartisan del Parlamento, ha previsto che il passivo federale crescerà significativamente nei prossimi anni fino a superare i mille miliardi l'anno a partire dal 2020. La stima

    – di Marco Valsania

    Stati Uniti, perché il deficit voluto da Trump si era visto solo in guerra

    Gli Stati Uniti sono entrati in guerra senza averlo detto a nessuno? Non solo abbiamo un Donald Trump che, in nome della sicurezza nazionale, ha annunciato tra le altre cose dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio, materie prime essenziali per l'industria bellica. Ora all'orizzonte della

    – di Enrico Marro

    La Casa Bianca: Mosca ha tradito l'impegno sulle armi chimiche

    La Casa Bianca va all'attacco della Russia, accusando Mosca di aver «tradito» il suo impegno sulla fine del programma siriano di armi chimiche. Il portavoce Sarah Sanders ha dichiarato ai reporter statunitensi che l'attacco sui civili a Duma era «coerente» con il modello di utilizzo di armi

    Nord Corea e Usa, è vera distensione sul nucleare?

    La Corea del Nord ha confermato agli Stati Uniti che il leader Kim Jong Un è pronto a discutere la denuclearizzazione della penisola coreana, spianando così la strada all'annunciato summit di maggio tra il leader di Pyongyang e Donald Trump. Lo scrive il Wall Street Journal che cita funzionari

    La rivolta etica dei lavoratori tech contro i robot militari

    Lo sviluppo di tecnologie di intelligenza artificiale in ambito militare continua a far discutere. Se qualche mese fa era stato Elon Musk a parlare di algoritmi intelligenti come minaccia di un nuovo conflitto mondiale (da lì era nata la lettera firmata dallo stesso Ceo di Tesla e altri 116

    – di Biagio Simonetta

    Gli Stati Uniti verso il ritiro dalla Siria e dal Medio Oriente (salvo ripensamenti)

    L'accordo sul nucleare iraniano? Barack Obama lo aveva salutato come «una storica intesa». Per Donald Trump è solo «uno dei peggiori accordi mai fatti dagli Stati Uniti». Le relazioni con l'Arabia Saudita? Erano precipitate ai minimi storici con Obama. Per Trump l'alleanza forgiata lo scorso giugno

    – di Roberto Bongiorni

    Chi è Max Schrems, l'avvocato trentenne che ha sfidato Facebook (e ha vinto)

    Molto prima della violenta reazione di Big Tech, prima che i politici arrivassero a temere il potere dei responsabili delle aziende tecnologiche, e prima ancora che gli utenti di Facebook mettessero in discussione il fatto di cedere le proprie informazioni personali in cambio di aggiornamenti e

    – di Hannah Kuchler

    I danni dei dazi alla Fabbrica Mondo

    Eterogenesi dei dazi. Imponi dazi per proteggere le tue fabbriche. E, così, le danneggi. Provi a regolare il commercio internazionale appesantendolo di tariffe con l'obiettivo di difendere gli operai e gli impiegati dei tuoi stabilimenti. Gli altri reagiscono mettendo a loro volta dazi sulle tue

    – di Paolo Bricco

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