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Nintendo le suona a tutti

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Giovedí 23 Ottobre 2008

DA LONDRA
LUCA TREMOLADA
Hanno scelto la via dell'indifferenza. A sentire il top management di Sony e Microsft la Wii è come se non esistesse. E dire che Nintendo fino ad oggi ha venduto oltre 33 milioni di console, secondo VgChartz avrebbe in mano il 40% del mercato mondiale della macchina da gioco di nuova generazione. A due anni dalla nascita negli Stati Uniti, terra di Microsoft, neppure il taglio dei prezzi della Xbox 360 è riuscito a rallentarne la corsa. Eppure, per gli uomini di Xbox 360 e Ps3, la Wii non è un «competitor». È altro, sostengono in coro, va bene solo per i casual gamer, per i principianti del videogioco. È una costosa console di nicchia, commenta il Ceo di Sony. Non va bene per i giocatori esperti, lascia intendere Microsoft. Insomma, è qualche cosa che poco ha a che spartire con gioielli di tecnologia ad alta definizione di una generazione avanti rispetto alla Wii. Del resto, come non dar loro torto: non è facile per nessuno confrontarsi con una macchina da gioco che presenta una anomalia unica nel suo genere. Questa anomalia ha un nome e conognome Shigeru Miyamoto. «I nostri rivali contrappongono core gamer e casual gamer – racconta il direttore creativo della Nintendo padre di icone come Super Mario, Donkey Kong e Zelda –. Il mio lavoro è abbattere questo muro che è solo psicologico. Nessuno può inventare giochi che piacciano a tutti. Ma anche un giocatore professionista può divertirsi insieme alla fidanzata. E la natura creativa dei nostri videogame dimostra proprio questo, infatti tutti si divertono, non ci sono barriere». Un esempio? Miyamoto, 56 anni, ridacchia, guarda con complicità il suo traduttore e racconta: «Mia moglie non ha mai giocato ai videogame. Fino a due anni fa. Adesso a Doctor Mario è più forte di me». E accenna una smorfia, cercando di strappare un sorriso all'impassibile traduttore. Trovarselo di fronte lascia un po' interdetti: Miyamoto rappresenta l'asset più importante della Nintendo, un generatore di creatività che ha scritto la storia della Grande N. Ci si aspetta di trovarsi di fronte a uno Steve Jobs e invece si ha l'impressione di intervistare Willy Wonka, il proprietario della Fabbrica di cioccolato. Uno che vede un mondo diverso a quello a cui noi siamo abituati. E lo dimostra da vent'anni. Dopo Super Mario, Zelda, Donkey Kong e Nintendogs, Miyamoto ha prestato la sua fantasia per la progettazione del telecomando della Wii, ha seguito lo sviluppo Wii Fit, la pedana per fare ginnastica e Yoga davanti al televisiore, e ora sembra voler dare lezioni di musica a tutti. Compresi i suoi concorrenti, lanciando Wii Musica la risposta di Nintendo ai premiatissimi giochi musicali Guitar Hero e Rock Band. Anche questa volta l'approccio è completamente diverso. Niente joystick che fanno il verso a chitarre elettriche firmate, nessun tamburo di plastica o microfono, pochi fronzoli grafici e poco accento sulle performance. La musica per Miyamoto e il suo gruppo di game designer è soprattutto movimento, ritmo e improvvisazione. «Nei giochi musicali sul mercato – racconta – sei chiamato a fare esattamente quello che ti viene richiesto. Schiacciare i tasti della chitarra in quella precisa combinazione in quella precisa successione di tempo. Noi invece abbiamo sperimentato in un'altra direzione. La nostra missione era di stimolare il giocatore a esprimere se stesso attraverso gli strumenti musicali».
In effetti, con Wii music non si eseguono melodie, non ci sono gare di precisione. Si improvvisa muovendo le mani facendo finta di saper suonare uno strumento musicale. Sembra l'applicazione del metodo Stanislsvskij alla musica. «Anche chi non sa suonare uno strumento – spiega Miyamoto – sa muoversi come un musicista. E questo gli consente di imparare velocemente a suonare e in modo intuitivo».
Per marcare bene la differenza dagli altri giochi musicali, Nintendo ha spostato completamente il compasso dalle canzoni alla musica. Invece che puntare sull'ultima hit, sul complesso rock di richiamo, Miyamoto sembra aver guardato alla musica semplicemente come mezzo di espressione. Nel gioco infatti ci sono più di sessanta strumenti musicali e una cinquantina di tracce. Che non sembrano importanti in quanto tali, ma semplicemente un modo per esprimere se stessi. Esattamente come avviene nel Jazz. «La possibilità di variare il ritmo della progressione delle note, aumentando e diminuendo la velocità dei movimenti consente di interpretare in modo unico le melodie», spiega il direttore creativo che più volte ha voluto sottolineare il suo ruolo di incoraggiatore e di motivatore della squadra di Wii Music. «Chiunque non sappia suonare uno strumento può fare l'esperienza di suonare in un ensemble. Suonare significa esprimere se stessi con gli altri. Ed è questo che vogliamo trasmettere».
Miyamoto non nasconde che le attese per questo titolo sono particolarmente alte. Non tanto perché la sente come una sua creatura ma anche, questa è l'impressione, perché rappresenta la nuova sfida di Nintendo all'industria videoludica. A novembre, quando uscirà il gioco, se la dovrà vedere con altri tre titoli che interpretano il game musicale in modo completamente diverso. Anche qui, come è accaduto con l'ingresso della Wii, il confronto è tra due filosofie di gioco completamente diverse. Il risultato non è però così scontato. Guitar Hero e Rock band hanno un interessante modello di business di vendita della musica. Mentre Wii Music ha la solita grafica con i personaggi a bambolotto, non ha scintillanti periferiche a forma di Fender e neppure le hit del momento. Ma ha dalla sua una anomalia chiamata Miyamoto.o
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