Green It
Arginare i consumi energetici e ridurre l'impatto ambientale sono parole chiave con il greggio a oltre 100 dollari il barile. Moda del momento oppure occasione concreta per portare benefici misurabili all'ambiente, nonché strumento di «corporate social responsability» per fare impresa in modo sostenibile? Grandi attori del mercato, per esempio Ibm, si stanno impegnando a raccogliere best practice e diffondere i temi dell'informatica "verde" (si veda anche E-waste). Da un decennio Fujitsu-Siemens ha prima eliminato il piombo dalle schede madri, poi ottimizzato l'hardware e i processi produttivi. Si calcola che il settore It sia responsabile del 2% delle emissioni di CO2 e quindi uno degli imputati del processo al riscaldamento globale del pianeta. E la valutazione ecologica al momento dell'acquisto delle apparecchiature informatiche, sta assumendo un'importanza crescente: un'indagine di Kyocera Mita su 671 responsabili It europei conferma che per 3 addetti ai lavori su 4 il problema è in agenda, ma quasi il 90% si dichiara ancora poco informato sull'impatto ambientale dei prodotti; due terzi degli intervistati sostengono che l'acquisto di prodotti certificati migliori la qualità ambientale. Per la pubblica amministrazione si parla di "acquisti verdi" ovvero green public procurement (vedi anche E-procurement) promosso dall'Ocse e dall'Unione europea con apposite direttive. Attenzione però alle istituzioni che fanno solo "greenwash", neologismo inventato dagli americani (whitewash vuol dire sbiancare) per indicare le organizzazioni pubbliche o private che in materia di ambiente predicano bene e razzolano male. (Andrea Paternostro)
Per saperne di più
www.wikio.it/high_tech/green_it
www.greenit.net