Considerare reato la prostituzione su strada e punire anche i clienti. È quanto auspica il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, rispondendo in web conference alle domande dei cittadini. «Sto proponendo da settimane - ha spiegato Amato - ma senza grandi esiti positivi, di seguire l'esempio svedese e proibire la prostituzione in strada, il che consentirebbe alle forze dell'ordine di agire più efficacemente. Sappiamo - ha sottolineato - che si possono fare retate in strada e poi tutto ritorna come prima. Con la legislazione attuale si ripulisce una notte e tre notti dopo siamo punto e a capo».
«Io - ha proseguito - non mi illudo così di eliminare la prostituzione, ma credo sia possibile toglierla dalla strada, riducendo in questo l'impatto della criminalità sullo sfruttamento delle ragazze». Ovviamente, ha osservato, «ciò significa che occorre prevedere che ci sia un reato cui sarebbe partecipe quel porcaccione del cliente, nei confronti della cui privacy non ho alcuna sensibilità».
Sono state oltre 500 le domande arrivate in poche ore al nuovo sito del Viminale, www.interno.it, in occasione della web conference in diretta del ministro Giuliano Amato. Il ministro ha risposto in circa 45 minuti a una decina di domande scelte tra quelle che via via arrivavano. L'immigrazione è stato il tema che ha riguardato più quesiti: dalle richieste di chiarimento sulla nuova legge, alle domande sulle procedure burocratiche. Molti quesiti anche sulla sicurezza: dalla questione Napoli ai nuovi Patti per le città.Per chiudere una domanda sulla passione del ministro per il tennis.
La registrazione della conference, come informa il Viminale, è ora disponibile sul sito del ministero www.interno.it. Visto il grande interesse dell'iniziativa, il ministero prevede di replicarla periodicamente. Appuntamento una volta al mese, con il ministro che si alternerà con il viceministro e i sottosegretari.