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Milano e Torino alla prova del ticket di ingresso contro lo smog

di Nicoletta Cottone

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3 settembre 2007

Clacson che strombazzano, automobilisti in coda o alle prese con lo slalom fra le vetture in doppia e tripla fila: vacanzieri, bentornati in città. In arrivo anche la riapertura delle scuole che farà impennare le centraline antismog e impazzire ulteriormente il traffico. Poi, con il freddo, l'accensione delle caldaie darà il colpo di grazia definitivo all'aria malata delle grandi metropoli. E contro il traffico e l'inquinamento (le polveri sottili, in base ai dati Istat, risultano in aumento del 7,3% nelle città italiane) i Comuni corrono ai ripari, con interventi spesso impopolari per affrontare il quotidiano superamento del limite di 50 microgrammi di polveri sottili che, in base alla normativa, non andrebbe sorpassato per oltre 35 giorni l'anno.

Oltre alle targhe alterne e ai divieti di circolazione per le auto non catalizzate per abbattere le concentrazioni di polveri sottili, le soluzioni adottate variano di città in città. Milano punta a un ticket di ingresso nella metropoli, legato al grado di inquinamento delle vetture (più inquini, più paghi) sulla scia delle esperienze di road pricing di Singapore e della congestion charge di Londra. Iniziativa che ha generato una sollevazione dei primi cittadini dei Comuni dell'hinterland milanese. Nella metropoli londinese, intanto, il sindaco Ken Livingstone ha pensato alla low emission zone per il trasporto merci, imputato del 32% delle emissioni nocive: si tratta di un pedaggio per camion e furgoni legato all'anno di immatricolazione del mezzo. In pratica più il veicolo è vecchio, più paga: un camion del 1991 può raggiungere le 250 sterline al giorno.

Sulla stessa linea d'onda delle iniziative meneghine è la città di Torino, che rispolvera dopo 4 anni il progetto di pedaggio per circolare sotto la Mole. Bologna, invece, oltre a mettere in vendita i ticket di accesso alla ztl anche negli ipermercati, decide di punire i vecchi scooter, impedendo l'ingresso in centro alle due ruote «euro zero». Roma difende e allarga il raggio d'azione della ztl, che privilegia, dietro pagamento di un balzello, chi ha diritto all'accesso nel centro storico. A Trento si parte con la sperimentazione di un particolare asfalto mangia-polveri, che a Rovereto ha già ingoiato il 30% di ossido di azoto. Bolzano, invece, dopo aver imposto in inverno misure di emergenza con il divieto di circolazione nei giorni feriali ai veicoli «euro zero» e alle due ruote a due tempi non catalizzate, ha ridotto il bollo auto per chi usa filtri antiparticolato. Venezia punta sui vantaggi della fotosintesi clorofilliana, stilando un accordo con la società Autostrade per ornare di alberi la Padova-Venezia, rendendola meno inquinata. Napoli dal 3 settembre ha fatto scattare tre giorni a settimana di divieto di circolazione per auto diesel e benzina Euro 2, mentre dal 2008 dal lunedì al venerdì il divieto di circolazione sarà esteso alle due ruote a due tempi Euro 1.

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