Il tono è quello delle grandi occasioni e degli eventi eccezionali. Silvio Berlusconi lo utilizza in una lettera inviata a deputati e senatori di Forza Italia per chiedere loro di mobilitarsi verso una grande manifestazione il 17 e il 18 novembre. Obiettivo: il voto, subito.
L'ex premier per chiamare a raccolta le sue truppe fa leva sullo scontento verso l'esecutivo: «gli italiani ne hanno abbastanza. Sono stanchi» ed «è ora di voltare pagina e di recapitare l'avviso di sfratto al governo». Per questo, prosegue «ti prego di contattare tutti gli elettori e tutti gli iscritti di Forza Italia della tua città per una grande mobilitazione da organizzare per il 17 e 18 novembre», per «mettere al corrente più cittadini possibile del nostro impegno al fine di mandare a casa questa sinistra dannosa e pericolosa».
Così il Cavaliere serra i ranghi e punta a un'adesione massiccia: «più grande sarà la partecipazione e più grande sarà la mobilitazione in ogni angolo del Paese, più forte sarà la possibilità di tornare subito al voto per restituire la parola al popolo sovrano».
La determinazione con cui l'obiettivo è dichiarato lascia intendere la consapevolezza di chi sa bene che il tempo a sua disposizione rischia di scadere e per questo stringe i tempi. Da un lato l'iniziativa è apertamente rivolta contro il governo, nella convinzione che sia percorribile l'ipotesi di un nuovo ricorso alle urne piuttosto che ad un governo tecnico; ma dall'altro serve anche da avviso agli alleati della Cdl, a rimarcare il peso e la forza del leader di coalzione. E questo qualunque sia il fine ultimo di Berlusconi, se tornare alla guida del governo o se assicurarsi un ruolo per il dopo, il dopo Berlusconi leader del centrodestra.
Per quella che sarà la seconda manifestazione di piazza di una forza di centrodestra quest'autunno, dopo l'iniziativa di An del 13 ottobre, l'ex presidente del consiglio utilizza i toni abituali: «l'Unione tra i comunisti e la ex sinistra democristiana ha perpetuato l'antico patto di spartizione del potere nato sotto l'ombrello ideologico del cattocomunismo, riproponendo vecchi vizi e vecchie logiche politiche, con un governo che assomma impotenza ed arroganza e che blocca, come una pesante zavorra, lo sviluppo del Paese». Ed enumera «una impressionante serie di record negativi» che l'Italia «in mano alle sinistre sta collezionando»: «la tassazione più eccessiva e l'immigrazione senza controllo, che ha abbassato in misura inaccettabile il livello della sicurezza dei cittadini». Ricorda inoltre: «il compito di ogni responsabile forza di opposizione è di convogliare la rabbia che sale da tutto il Paese in manifestazioni democratiche, di dar voce al malcontento dei cittadini e di trasformare la protesta in proposta».