Novemila tra agenti della milizia e truppe antisommossa (affluiti da varie regioni russe) si contavano sabato scorso a Mosca in occasione della "Marcia dei dissidenti" proclamata dalla coalizione d'opposizione "Altra Russia". Poco meno numerosi erano i tutori dell'ordine a San Pietroburgo, domenica scorsa, fatti affluire per impedire la stessa marcia.
Ora, i "dissidenti" non superavano in ciascuna delle due manifestazioni le 1500 unità. Abnorme il numero dei fermati (circa 300 manifestanti in tutto).
Un grave errore di Putin
La sproporzione è evidente. È un errore del Kremlino, prima che un atto liberticida, che ha dato ai due avvenimenti la risonanza e valenza politica voluta dagli organizzatori, che intendono proseguire la loro «lotta per la democrazia», per «i diritti civili» e per «cacciare Putin».
Se il Kremlino voleva silenziare quelle (scarse) voci di dissenso, ricorrendo a un tale dispiegamento di uomini (e di mezzi) e a metodi brutali moltiplicati dall'effetto Tv, ha ottenuto il risultato contrario.
Vladimir Putin ha dimenticato che alla guida di "Altra Russia" c'è un campione mondiale di scacchi come Garry Kasparov. Il suo (previsto) breve fermo di polizia (con una multa di 30 euro) ha dato a lui e al suo movimento una visibilità sproporzionata al consenso e al seguito (ultra minimi) di cui gode il suo movimento.
È davvero un'Altra Russia ?
Lo è , soprattutto per l'eterogeneità dei gruppi che formano Altra Russia. Di essa fanno parte:
1) Il Fronte Civico Unito, fondato e diretto da Kasparov, che dispone di un sito internet e di un giornale. Non è noto con precisione il numero dei militanti (pochissimi e concentrati solo nelle due metropoli russe). Ha un programma liberal-liberista. Già sostenitore di Eltsin e tra i fondatori dell'effimero partito di Egor Gajdar "Scelta russa", l'ex campione del mondo di scacchi pubblica frequentemente duri articoli antiputin sul "Wall Street Journal" e soggiorna a lungo all'estero.
2) La liberal - liberista Unione Democratica Nazionale, fondata un anno fa da Mikhajl Kasjanov. Non si sa quanti membri abbia, oltre il suo leader e il relativo entourage.
Kasjanov è l'ex primo ministro di Putin (2001-2004) ed ex-ministro delle finanze dalla fine degli anni Novanta. Legato alla cosiddetta "famiglia" o clan degli Eltsin ha sostenuto per anni una politica monetarista e filo-oligarchica. Portava un nomignolo, "Signor Due per Cento", per le commissioni che avrebbe riscosso su importanti transazioni che richiedevano la sua approvazione.
Due anni fa il deputato-giornalista Kinshtein denunciò la privatizzazione a suo favore di una grande dacia con parco sulla Moscova compiuta usando la sua carica pubblica.
3) Partito nazional-bolscevico : circa 20 mila membri, soprattutto giovani. Lo capeggia un personaggio sulfureo della letteratura e della politica russa, il sessantenne poeta, romanziere e saggista Eduard Limonov, già dissidente ed esule negli Usa in epoca sovietica (dell'esperienza americana ha tratto una picaresca autobiografia: Il poeta russo ama i grandi negri, edito alcuni anni fa da Frassinelli). Nei primi Novanta Limonov ha fondato il Pnb (ora sciolto per estremismo), che per simbolo ha una bandiera rosso fiamma con al centro un cerchio bianco con falce e martello. Programma: restaurazione della potenza statale russo-sovietica ed economia dirigista-socialista.
Limonov dispone di un'attivissima massa di manovra giovanile che anima cortei non autorizzati, occupazioni di luoghi pubblici e dimostrazioni di protesta sociale. Ha detto di sé Limonov in una recente intervista: «Non aspiro alla presidenza della Russia, ma al controllo delle menti, con i miei libri, il mio pensiero».
4) Avanguardia della gioventù rossa, gruppuscolo di estrema sinistra guidato da Sergej Udal'tsov.
Questa coalizione è la base di Altra Russia, eterogenea, alle cui manifestazione partecipano di volta in volta altre organizzazioni, soprattutto giovanili, di estrema destra e estrema sinistra.
Non fanno parte di Altra Russia i reali partiti dell'opposizione: che sono Jabloko di Grigorij Javlinskij (presente però a San Pietroburgo domenica con il suo rappresentante giovanile); Sps (Unione delle forze di destra) di Belykh, Gajdar , Hakamada; partito comunista della federazione russa (Zjuganov). Gruppi vari di orientamento nazionalista.
Ci chiediamo in quale misura possa avere credibilità e consenso una coalizione di questo tipo, al di là degli obiettivi comuni che si è data: difesa della Costituzione, delle principali libertà civili, liquidazione del "potere autoritario" di Putin con azioni extraparlamentari al modo delle "rivoluzione colorate" che negli anni scorsi hanno cacciato presidenti e leadership di paesi ex-sovietici come Georgia, Ucraina, Kyrgyzija
Berezovskij
Una coincidenza negativa ha colpito le manifestazioni di Altra Russia dei giorni scorsi. L'intervista di ampia risonanza internazionale concessa al britannico "The Guardian" (14 aprile) dall'oligarca in esilio Boris Berezovskij (è a Londra dal novembre 2000, con lo status di rifugiato politico).
Tra i fondatori del capitalismo oligarchico in Russia e del clan ("famiglia") Eltsin alla metà degli anni Novanta, Berezovskij è inseguito dal 1999 a ora da procedimenti giudiziari a suo carico, mandati d'arresto e richieste di estradizione per reati economici: appropriazione illegale, export e riciclaggio di capitali (come quelli a danno della società Aeroflot). Per truffa e furto su grande scala (come quelli a danno della società automobilistica Avto-Vaz).
Il suo nome è emerso sia per finanziamenti alla guerriglia separatista cecena, sia per gli assassini ancora impuniti dei notissimi giornalisti Vlad List'ev e Paul Klebnikov (autore di una micidiale biografia su di lui, "The Godfather of the Kremlin").
Recentemente Berezovskij è stato sentito dalla polizia britannica per la misteriosa morte di un suo ex-body guard e confidente, l'ex ufficiale del Kgb Litvinenko.
Berezovskij fu anche uno degli ideatori e sostenitori dell'ascesa di Putin alla successione di Eltsin. Pensava di farne una sua marionetta.
Nell'intervista al "Guardian" Berezovskij (di cui sono note, oltre ai soldi, le mitomanie) ha detto che attualmente lavora per «rovesciare con metodi di forza l'attuale potere», nell'impossibilità di farlo con mezzi parlamentari e legali (tesi simili sostiene Kasparov) e per sostenere una presunta opposizione sorta all'interno dello stesso Kremlino. Berezovskij dice di voler restaurare la democrazia e i diritti civili violati, insieme alla Costituzione, da Putin. In passato ha sostenuto le "rivoluzioni colorate" in Georgia e Ucraina. È uno dei personaggi più detestati in Russia. Gli stessi coalizzati di Altra Russia hanno negato di avere legami con lui e con le sue avventurose affermazioni (già fatte un anno fa, sempre usando tribune britanniche).
Dipartimento di Stato e ministero degli Esteri russo
Infine, resta da segnalare qualcosa di più grave. L'attacco del ministero degli Esteri russo al Dipartimento di Stato, dopo la pubblicazione da parte di quest'ultimo (9 aprile) di un documento dal titolo "Sostegno Usa ai diritti umani e alla democrazia nel mondo". Vi si teorizza una nuova diplomazia: "trasformazionale".
Le ambasciate Usa sono chiamate a sostenere nei Paesi in cui operano la costruzione della democrazia e/o la sua difesa, nonché la promozione e salvaguardia dei diritti umani e civili, grazie anche a generosi finanziamenti indirizzati a Ong e mass media che si battono per questa causa.
Ora, la Russia – secondo il Dipartimento di Stato – è tra i Paesi in cui gli Usa sono interessati a promuovere la democrazia, il rispetto dei fondamentali diritti umani e civili, la cui causa sarebbe pericolosamente regredita negli ultimi anni.
«Brutale ingerenza nei fatti interni», «mancanza di rispetto del principio di sovranità»: queste sono alcune delle accuse rivolte dal ministero degli Esteri russo a Washington, immediatamente riprese da Duma e Consiglio della Federazione.
Coincidendo con le manifestazioni anti-Putin e le dichiarazioni di Berezovskij, il contrasto tra i ministeri degli Esteri dei due Paesi, rischia di esaltare, in Russia, le spinte nazionaliste che il pragmatico Putin non è davvero interessato ad attizzare.