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Il blog è un media. Dagli Usa la sentenza rivoluzionaria

di Andrea Franceschi

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6 settembre 2007

Il blog è un media a tutti gli effetti e come tale gode di tutte le libertà che una democrazia gli può offrire, anche quella di appoggiare un partito politico. Lo ha stabilito la commissione elettorale federale degli Stati Uniti che ha respinto il ricorso di un blogger conservatore contro The Daily Kaos. John C.A. Bambenek aveva accusato il sito liberal di sponsorizzare i democratici e pertanto di violare le leggi sul finanziamento ai partiti durante la campagna elettorale. Markos Moulitsas Zuniga, che gestisce il Daily Kaos, oltre ad appoggiare il partito d'opposizione nei suoi post, aveva offerto ai candidati dell'elefantino spazi pubblicitari gratuiti. Una scelta che Bambenek aveva giudicato una forma occulta di finanziamento.

La contesa era appunto se il blog potesse essere considerato alla stregua di un media e pertanto venire esentato dal rispetto della legge sui finanziamenti ai partiti. Così si è espressa la Commissione. Avendo accertato che «non è controllato ne di proprietà di nessun partito o candidato», il sito agisce a tutti gli effetti come «un organo di stampa». Dal 1974, i media statunitensi sono esentati dal rispetto del Federal Election Campaign Act. Solo dall'anno scorso però, lo sono anche i media online. Con la sentenza di questa settimana la Fec da ufficialmente ai blog lo status di «media online».

Da qualche anno negli Stati Uniti i blog hanno iniziato a svolgere un ruolo sempre più importante nel dibattito politico. Daily kos è nella rete LBAN (liberal blog advertising network). I siti che ne fanno parte vendono spazi pubblicitari a chi è interessato a rivolgersi a un «target liberal». Daily kos, con i suoi 2125 dollari a banner, fa la parte del leone. Secondo un sondaggio di Blog reader project (gruppo che effettua ricerche sui blog) i frequentatori della rete LBAN sono «iper-coinvolti on-line». Il 61% di loro lascia dei commenti; il 68% di loro dedica alla lettura dei diari on-line 5 o più ore a settimana; il 21% ha un suo blog personale. Il 90% dei frequentatori della rete LBAN ha votato alle ultime elezioni; l'81% ha scritto o telefonato a un politico eletto; il 70% ha fatto donazioni on-line a candidati negli ultimi sei mesi; il 78% è laureato e il 53% guadagna almeno 75.000 dollari all'anno.

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