Il gigante americano Mattel chiede scusa alla Cina. «I problemi - ha riconosciuto il capo delle operazioni internazionali Thomas A. Debrowski - derivavano da nostri errori di design e non dalla fabbricazione in Cina». E la multinazionale che produce la Barbie ha chiesto scusa anche per i maxi ritiri dei giorni scorsi, giudicati eccessivi. Le ultime ispezioni «hanno confermato che parte dei giochi ritirati rispettavano le normative sulla sicurezza americane». Il mea culpa di Debrowski, durante un incontro con il direttore della sicurezza dei prodotti della Cina, Li Changjiang, è stato rivolto anche «a tutto il popolo cinese e ai consumatori che li hanno comprati». Oltre naturalmente alle imprese cinesi la cui reputazione è stata danneggiata. La Mattel tra agosto e settembre ha richiamato quasi 19 milioni di giocattoli (accessori della Barbie e giocattoli della Fisher Price) fabbricati in Cina per l'alto tasso di piombo presente nelle vernici e per la pericolosità delle piccole calamite presenti in alcuni modelli che, staccandosi facilmente, potevano essere ingoiate dai bambini.