Il Comune di Bari vara il «salario d'inserimento».
Nella sala Giunta di Palazzo di Città, la task force per le politiche attive del lavoro ha siglato assieme alle parti sociali i criteri guida per l'adozione di questo strumento messo a punto dall'assessorato all'Economia per favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro in città.
A disposizione della fase sperimentale dell'iniziativa (la prima del genere in Italia) ci sono 1,5 milioni di euro che serviranno a finanziare stage aziendali. In pratica, il Comune pagherà di tasca propria (i fondi individuati derivano dalla rinegoziazione del debito dell'Ente) il tirocinio di sei mesi che consentirà a 350 giovani in cerca di prima occupazione di entrare in azienda e imparare «sul campo» il mestiere.
«Il nostro obiettivo - sottolinea l'assessore Francesco Boccia - è rompere il muro di diffidenza che spesso i giovani senza una congrua esperienza incontrano quando bussano alle porte delle imprese locali. In questo modo intendiamo anche sostenere le imprese locali che avranno così la possibilità di formare manodopera e professionisti senza sostenere costi».
A Bari i senza lavoro sono 40mila e il 60% di questi sono persone di età compresa tra 18 e 32 anni. Esattamente il target che sarà interessato dall'iniziativa del Comune. Un esercito di cervelli che ogni anno fa le valige e parte per il Nord o per l'estero in cerca di occupazione. Negli ultimi 10 anni sono stati circa 10mila i nuovi emigranti.
A questo progetto hanno dato il loro appoggio anche le parti sociali: la locale Confindustria e i rappresentanti dei sindacati. Per il presidente degli industriali, Nicola De Bartolomeo, «l'iniziativa sarà utile, perché consentirà di formare professionalità utili alle imprese. Chi si distinguerà avrà buone possibilità di inserirsi stabilmente nell'azienda».
I criteri guida prevedono che il Comune, attraverso la commissione Politiche attive del Lavoro, selezioni le imprese interessate a usufruire di questo strumento e allo stesso tempo individui, in collaborazione con l'ufficio provinciale del lavoro, all'individuazione dei giovani ammissibili. Dopodichè questi due elenchi verranno incrociati e i ragazzi potranno finalmente entrare in azienda. «La durata degli stage - sottolinea Boccia - potrà essere al massimo di 6 mesi» al termine dei quali l'azienda dovrà decidere se assumere oppure no. Le imprese che trasformeranno gli stage in contratti di lavoro (a tempo determinato o indeterminato) otterranno una premialità per poter usufruire nuovamente del salario d'inserimento.
Ma quali saranno i tempi per l'entrata in funzione di questo strumento? «Il provvedimento che fa partire il salario d'inserimento - spiega Boccia - è legato al Bilancio del Comune che dovrebbe essere approvato dal Consiglio entro la fine del mese. Da quel momento, che di fatto renderà disponibili i soldi, si procederà con l'individuazione degli stage. Una volta completato l'elenco, si procederà all'emanazione dei bandi». Gli avvisi, dunque, dovrebbero essere pubblicati nella seconda metà di gennaio. Mentre a febbraio dovrebbero partire i primi stage. La "borsa" degli stagisti sarà di 750 euro netti.
Se per questo primo anno le risorse per pagare gli stage deriveranno dalla rinegoziazione del debito, per i prossimi l'obiettivo del Comune è quello di ricorrere al cosiddetto Tif (tax increment financing): un sistema di gestione delle entrate che devia parte degli introiti fiscali sulle politiche attive del lavoro.