Telecom Italia rinuncia all'aumento del canone che sarebbe dovuto scattare il primo gennaio. Ne dà notizia l'Autorità per le tlc, che avrebbe oggi dovuto esaminare la richiesta. «A seguito di un colloquio con il presidente dell'Autorità Corrado Calabrò, nel corso del quale sono state considerate anche le preoccupazioni dei consumatori per il preannunciato aumento del canone di Telecom Italia nell'ambito della manovra
tariffaria all'esame dell'Agcom, il presidente Guido Rossi ha informato Calabrò che Telecom soprassiede al richiesto aumento del canone», si legge nella nota.
L'aumento del canone era stato annunciato lo scorso primo dicembre con un avviso del gruppo telefonico apparso sui principali quotidiani. Il rincaro (dell'1,5% da 14,57 a 14,80 euro al mese) era accompagnato da una serie di ribassi per altre voci una-tantum, come l'attivazione o il trasloco di una linea, nell'ambito di una manovra tariffaria che la legge prevede sia a costo zero per la clientela. Le proteste dei consumatori, tuttavia, arrivarono a stretto giro: a giudizio delle principali associazioni, infatti, il canone è una voce di spesa che andrebbe addirittura abolita. La decisione, in ogni caso, spettava all'Autorità, che aveva all'ordine del giorno del Consiglio di oggi proprio la valutazione sulla richiesta di aumento: valutazione che, evidentemente, non è servita, dal momento che in seguito al colloquio tra Calabrò e Rossi la società ha deciso di rinunciare, almeno per il momento, alla richiesta di aumento. Con il congelamento dell'incremento del canone dovrebbe essere bloccata tutta la manovra tariffaria, quindi anche i previsti ribassi relativi alle voci di costo una-tantum.