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Assenteismo, la classifica dei «malati» Comune per Comune

di Gianni Trovati

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16 aprile 2007

Malati per più di un mese lavorativo all'anno. In media. È il record registrato nel 2005 dal Comune di Vibo Valentia, che in fatto di certificati medici ha staccato tutti. Ma anche a Cosenza, Nuoro, Alessandria, Roma e in tanti municipi dei capoluoghi ci si ammala a lungo.
A Siracusa, invece, i dati ufficiali fotografano una popolazione di dipendenti comunali in perfetta salute, che non ricorre mai nemmeno alle richieste di permesso. È questa la fotografia,forse un po' sgranata nel caso di qualche Comune, dell'assenteismo negli enti locali.
Se poi dalla malattia si passa al tasso di assenze tutto compreso — ferie, malattie, permessi retribuiti — si vede come il "difetto" sia proprio soprattutto al mondo pubblico, come il confronto con i dati Istat relativial settore privato mostra in modo netto: negli uffici pubblici questo tasso, si attesta al 20,1%, cioè il 54% in più rispetto alla media nelle grandi aziende (che si fermano al13,1%). Per non guardare alle Pmi,dovei posti vuoti sul lavoro sono un fatto rarissimo.
All'interno del pubblico impiego, peraltro, Regioni e autonomie locali non si comportano nemmeno troppo male, staccati in classifica dalle scrivanie semivuote degli enti pubblici non economici (Aci, Cnr, Enea, Inail, Inps eccetera) e delle Agenzie fiscali. Ma il comparto è tra i più variegati e registra situazioni molto diverse fra loro. Ci sono i tanti piccoli Comuni dove l'assenza di un dipendente viene evitata in ogni modo perché blocca la macchina amministrativa, e ci sono le realtà dove la mancanza di controllo apre le porte aifurbi. Nei Comuni capoluogo, gli uffici più disertati nel complesso sono quelli di Bolzano, dove il tasso di assenza è spinto in alto soprattutto dai permessi retribuiti. Il dipendentetipo del capoluogo dell'Alto Adige ha "saltato" nel 2005 38,9 giorni (ferie escluse): in pratica,il 15,4%dei 252 giorni lavorativi dell'anno.
Ma il tasso raddoppia se si conteggiano anche le ferie e le assenze non retribuite (come i distacchi e le maternità lunghe). Seguono La Spezia ( 37,9 giorni senza lavoro) e Reggio Emilia (32,2).
Numeri significativi,ma le medie non dicono tutto. Come mostra il caso delle Poste (Spa interamente pubblica), dove la Corte dei conti ha registrato per il 2005 malattie medie per 16 giorni all'anno.
Più di 44mila persone (il 30,9% dei dipendenti), però, non aveva saltato nemmeno un giorno, e ad abbassare la media erano state le patologie recidive che avevano colpito 12mila persone, tenendole lontane dall'ufficio più di 50 giorni a testa.Un'improduttività costata 326 milioni di euro solo nel 2005, che le Poste ora cercano di combattere premiando chi non si ammala.
Anche la strada delle contromisure non è semplice. Alla Cgil di Napoli sono saltati sulla sedia quando hanno visto il progetto di Fancesco Taglialatela, sindaco di Giugliano (110mila abitanti in Provincia di Napoli, terza città della regione dopo il capoluogo e Salerno) per combattere l'assenteismo nel suo Comune: le impronte digitali magnetiche, grazie a un badge in grado di riconoscere l'indice destro del dipendente.
«Non siamo mica alla Cia», hanno detto alla Cgil,e la loro incredulità non è inspiegabile visto quello che succede nel capoluogo. Al Comune di Napoli ci sono 13.006 dipendenti, 10 direzioni centrali, 131 servizi (con relativi dirigenti), e poi dipartimenti autonomi e altre suddivisioni. E, come ha scritto qualche giorno fa il Corriere del Mezzogiorno, nessun direttore del personale. E i risultati di questi «anni di mancata gestione», come ha sottolineatolo stesso assessore al Personale Bruno Terracciano, sono sotto gli occhi di tutti; la maggioranza dei dipendenti non timbra il cartellino, soprattutto perché il cartellino non c'è e nella rete di municipalità e sedi distaccate (dove lavora il 90% dei dipendenti comunali)ci siaffida ai vecchi fogli presenze. Sui quali il controllo diventa spesso un fatto teorico.
E quando arriva la verifica sono sorprese. Com'è accaduto a fine marzo a Gallipoli e Nardò, in provincia di Lecce,dove icittadini hanno chiamato i carabinieri e 57 persone (50 dipendenti comunali e i 7 dirigenti che avrebbero dovuto controllarli) sono stati denunciati a piede libero, perché erano al lavoro solo per i cartellini presenza.

Doppia classifica (su un anno lavorativo)
Le assenze nei Comuni
I certificati medici
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