Il piano industriale 2008-2012 per Alitalia di Air One prevede 2.350 esuberi in Az Fly. Il dato è emerso nell'incontro tra il top management di Air One e i sindacati di Alitalia secondo quanto si apprende da fonti presenti al tavolo. I 2.350 esuberi, un numero che tiene conto anche di 550 lavoratori destinati naturalmente alla pensione, sono così suddivisi: 1.600 nel personale di terra; 300 assistenti di volo; 450 piloti.
Dopo un lungo rincorrersi di indiscrezioni e smentite, intanto Aeroflot, in cordata con Unicredit, ha deciso per davvero: si ritira dalla gara per Alitalia. La compagnia russa deplora la mancanza di informazioni sulla compagnia italiana, oltre a condizioni di vendita insoddisfacenti. In Borsa reazione molto nervosa: alla ripresa delle contrattazioni, dopo una sospensione di due ore, alle 14,20 e il titolo perdeva oltre il 5% a 0,78 euro. Alle fine le perdite sono state molto più contenute, recupero favorito anche dalle cifre fornite da Toto: -0,63% a 0,8165 euro, con volumi elevatissimi. Prima della sospensione il titolo quotava a 0,80 euro con un calo dell'1,79 per cento.
«Non abbiamo ottenuto l'accesso a dati esaustivi sulla situazione commerciale e operativa di Alitalia - ha dichiarato in una nota il vettore russo - dati che ci avrebbero permesso di formulare un business plan con solide basi per una efficace ristrutturazione della società aerea». Inoltre «le condizioni e le richieste presentate nell'ambito del processo di privatizzazione limitano seriamente le possibilità di Aeroflot di concretizzare misure per un effettivo rilancio di Alitalia».
A questo punto, in vista della presentazione delle offerte vincolanti per il 39,9%-49,9% detenuto dal ministero dell'Economia (12 luglio), restano in gara soltanto il fondo Matlin Patterson, rientrato a sorpresa nella data room, e la AirOne di Carlo Toto, che proprio questa mattina presentava il suo piano di salvataggio ai sindacati.
Privatizzazione a rischio fallimento? «Non avrei accettato questo incarico se non fossi stato confidente nelle prospettive di risanamento e rilancio», ha commentato il presidente della compagnia aerea, Berardino Libonati, all'assemblea degli azionisti (in corso) chiamati ad approvare il bilancio 2006, chiuso con una perdita di 606,6 milioni di euro. Gli azionisti (presenti per il 49,91% del capitale) hanno approvato anche la proposta del cda di coprire parzialmente le perdite al 31 marzo, passate da 649 milioni milioni a 498,8 milioni, mediante utilizzo integrale di 150 milioni di euro da riserve patrimoniali.
L'assemblea di Alitalia ha poi respinto la richiesta di una azione di responsabilità nei confronti dell'intero cda guidato dall'ex amministratore delegato Giancarlo Cimoli per la gestione della compagnia. La proposta è stata avanzata dall'azionista Paolo Alazraki, noto per avere partecipato alla fase iniziale della gara di privatizzazione.
Toto, in ogni caso ha fatto sapere che va avanti, e ha comunque l'appoggio di larga parte del Governo, in particolare dei Ds con Massimo D'Alema e di Antonio Di Pietro. Il premier Romano Prodi è sempre stato un po' più freddo verso l'imprenditore di Chieti. Ma il fronte prodiano trova un'altra copertura nell'operazione, quella di Intesa Sanpaolo, la banca guidata da Giovanni Bazoli e Corrado Passera.
Intesa, che ha aperto una linea di credito da 105 milioni ad Ap Hoding, la società di Toto che ha presentato la manifestazione d'interesse, è il vero pivot. Sono pronte a intervenire anche altre quattro banche: Mps, Lehman Brothers, Morgan Stanley e Nomura. Hanno già firmato gli accordi di confidenzialità. Alcune potrebbero entrare con Intesa nel capitale di Ap Holding, con quote di minoranza, altre limitarsi a prestare i soldi.