Produzione industriale in frenata nel mese di giugno: rispetto al +0,8% registrato nel maggio scorso, l'Istat rileva una flessione dello 0,5% congiunturale e dello 0,1% rispetto a giugno 2006. Nel confronto tra il periodo gennaio-giugno 2007 e il corrispondente periodo del 2006, l'indice ha invece presentato un aumento dell'1,2 per cento.
L'indice della produzione industriale corretto per i giorni lavorativi ha segnato, nel confronto con giugno 2006, variazioni positive per i raggruppamenti dell'energia (+3%), dei beni strumentali (+1%) e dei beni intermedi (+0,9%). Il raggruppamento dei beni di consumo ha registrato, invece, una variazione negativa (-3,5% per il totale, -4,6% per i beni non durevoli, +1,3% per i beni durevoli).
Nel confronto tra il periodo gennaio-giugno 2007 e lo stesso periodo dell'anno precedente, si sono registrati incrementi del 3,2% per i beni strumentali e dello 0,9% per i beni intermedi. Hanno registrato variazioni negative il raggruppamento dell'energia (-2%) e dei beni di consumo (-0,1% il totale, -0,5% i beni non durevoli, +1,8% i beni durevoli).
Gli indici destagionalizzati dei raggruppamenti principali di industrie hanno segnato un aumento congiunturale solo per i beni intermedi (+0,4%), mentre si sono verificate diminuzioni per l'energia (-1,8%), per i beni di consumo (-1,5% per il totale, -1,5% per i
beni non durevoli, -0,8% per i beni durevoli) e per i beni strumentali (-1%).
A giugno l'indice della produzione industriale corretto per i giorni lavorativi ha registrato gli incrementi tendenziali più ampi nei settori delle altre industrie manifatturiere (+5,8%), della gomma e materie plastiche (+5,7%), delle raffinerie di petrolio (+4,9%) e dei mezzi di trasporto (+3,9%). Le diminuzioni più marcate hanno riguardato i settori dei prodotti chimici e fibre sintetiche (-5,9%), del tessile e abbigliamento (-5,1%), della carta, stampa ed editoria (-3,7%) e degli apparecchi elettrici e di precisione (-2,8%).
Nel confronto tra i primi sei mesi del 2007 e il corrispondente periodo del 2006, gli aumenti maggiori hanno interessato i settori delle raffinerie di petrolio (+10,7%), della gomma e delle materie plastiche (+5,6%) e del tessile e abbigliamento (+5,2%).
Le diminuzioni più ampie hanno riguardato i comparti dell'energia elettrica, gas e acqua (-4,9%), della carta, stampa ed editoria (-3,8%) e dei prodotti chimici e fibre sintetiche (-3,7%).