Nonostante l'abbondanza di citazioni estetiche, soprattutto di autentici miti come la Mark 2 del 1959, la E-Type del 1961 e la prima XJ del 1968, la nuova XF irrompe nel mondo Jaguar come un'autentica rivoluzione stilistica. Che forse non piacerà a tutti gli appassionati duri e puri del marchio di Coventry, ma che suona come il desiderio di voltare pagina, di riscoprire le proprie radici nobili per far capire ai nuovi proprietari (al 95% gli indiani della Tata, restano da definire pochi dettagli) che il vecchio giaguaro ha ancora buone frecce al suo arco.
La riscoperta del sangue blu - dopo gli eccessi "populistici" della X-Type - trova conforto nel listino, degno di un'autentica star. Si parte infatti dai 51mila euro dei due motori 6 cilindri (il 2.7 turbodiesel da 207 Cv e il 3.0 benzina da 238) in allestimento Luxury (ricco ma non ricchissimo, visto che il navigatore satellitare si paga a parte) per arrivare addirittura agli 84.800 della 4.2 V8 Supercharged, un bolide capace di scatenare ben 416 cavalli.
Perché la sportività, come vuole il Dna Jaguar, è un punto di forza di questa raffinata berlina a cinque posti. Sulla quale però è meglio viaggiare in quattro per sentirsi davvero coccolati dagli interni in pelle (di serie), dalle comode poltrone (a dividere il divano posteriore provvede un generoso bracciolo), dalle suggestive luci soffuse blu fosforo che "avvolgono" gli strumenti. Lusso a volontà, rispetto della tradizione, ma anche importanti contenuti innovativi che vanno ben al di là dei pur sofisticati giochi di luce.
E che si manifestano fin dal momento dell'accensione, la quale non richiede l'inserimento della chiave, purché si abbia in tasca l'apposita scheda elettronica: basta sfiorare il tasto Start per vedere la macchina animarsi come se prendesse vita.
Si aprono simultaneamente le bocchette d'areazione, si accendono le luci del quadro e dalla console centrale spunta, quasi per magia, una manipola rotante: la novità concettuale più intrigante della nuova Jaguar. È infatti il selettore del cambio automatico, e prende il posto della classica (e ingombrante) leva. Basta ruotarlo per impostare la modalità di funzionamento, mentre se si preferisce la gestione manuale della marce si possono utilizzano le due leve collocate dietro la corona del volante. E scegliendo la modalità Sport, ci si può davvero divertire anche perché questa Jaguar, a differenza di molte illustri antenate, tiene la strada con assoluta disinvoltura. Merito di un telaio eccellente, di una meccanica all'altezza e di un equilibrio generale invidiabile. Al lungo elenco dellle qualità della XF, bisogna aggiungere la disponibilità di una bagagliaio "vero", profondo e capiente. E anche questa, per le abitudini Jaguar, è una notizia.