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Telecom: shopping Telco, la quota sale al 24,5%

di Antonella Olivieri

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21 marzo 2008

Telecom cede ancora in Borsa: -2,65% ieri a 1,214 euro. Ancora una volta peggio del settore (-0,41% l'indice Stoxx delle tlc europee) e peggio di Piazza Affari (-1,63% l'indice delle blue chip S&P-Mib). Eppure per tanti che vendono, o sono costretti a farlo, qualcuno ha anche comprato per arrotondare o per entrare nel capitale approfittando dei prezzi a saldo.

È di ieri la comunicazione che Telco è salita al 24,5%, con acquisti effettuati presumibilmente mercoledì. La holding ha aggiunto un altro 0,91% al 23,6% che già deteneva, pagando un prezzo unitario di 1,233 euro per un controvalore di 149,8 milioni. Acquisti finanziati a debito, utilizzando le linee di credito Intesa-Mediobanca non ancora interamente utilizzate.

Un segnale da parte della compagine di riferimento, formata da Telefonica, Generali, Mediobanca, Intesa-Sanpaolo e Sintonia che vuole essere di fiducia nelle potenzialità del gruppo, nonostante i pesanti ribassi di Borsa. A farsene portavoce l'ad di Intesa, Corrado Passera, che ha ribadito l'impegno a lungo termine su Telecom. «I motivi per cui abbiamo fatto questo investimento in ottobre sono identici oggi – ha spiegato alla presentazione dei conti 2007 – Nei prossimi mesi e anni deve essere fatto un lavoro molto approfondito e sono sicuro che Telecom parteciperà con successo al consolidamento del settore in Europa».

Ma Telco non è stata l'unica a comprare. Anche Vincent Bolloré, azionista di Mediobanca, è uscito allo scoperto, annunciando di aver acquistato «qualche milione» di titoli. Gli acquisti risalgono alla settimana scorsa, ha precisato Bolloré, spiegando di avere investito nel gruppo perchè ritiene il «titolo molto sottovalutato».

Infine, secondo fonti di mercato, anche la famiglia Fossati, che qualche mese fa aveva denunciato il possesso di un pacchetto del 2%, avrebbe approfittato dei ribassi per mediare la posizione, riducendo il prezzo di carico. Secondo alcune indicazioni, l'arrotondamento potrebbe anche essere stato consistente, anche se non tale da superare la soglia di comunicazione Consob del 5 per cento.
C'è da chiedersi allora come mai, se qualche investitore finale alla fine è spuntato, il trend del titolo in Borsa sia stato costantemente impostato al ribasso, tra scambi sempre consistenti.

È evidente che non c'è un rastrellamento in atto, altrimenti l'andamento del titolo sarebbe stato ben differente. E del resto il patto Telco, che vincola la maggioranza di riferimento per altri due anni, è tale da scoraggiare attenzioni ostili (oscurando di riflesso l'appeal speculativo del titolo): in caso di Opa, infatti, Telefonica avrebbe le mani libere per rilanciare partendo dal 10% che già detiene indirettamente in Telecom.

Detto questo, il mercato ha riadeguato il rendimento dei titoli al taglio dei dividendi, abbassando le quotazioni: ai livelli di ieri le azioni ordinarie offrono un dividend/yield del 6,6%, le risparmio (ieri scese dell'1,89% a 0,9436 euro) del 9,5%. Ma ancora non basta a compensare l'assenza di prospettive di crescita del gruppo contemplate nel piano presentato il 7 marzo scorso che, tuttavia, secondo quanto detto dallo stesso amministratore delegato Franco Bernabè, sarà rivisto entro la fine dell'anno.

Se si considera che sul mercato di soldi ne circolano pochi e che di conseguenza gli investimenti degli istituzionali sono diventati più selettivi, si comprende perchè in questo momento Telecom Italia, che viaggia allineata ai multipli di Deutsche Telekom e France Telecom, ne faccia le spese. Gli investitori più speculativi sono alle prese con le conseguenze della finanza allegra, i fondi comuni con i riscatti e man mano che diminuisce la capitalizzazione di Telecom anche gli investitori a benchmark adeguano il portafoglio. L'impressione, insomma, è che gli alti volumi siano alimentati più dall'attività di trading giornaliero che dagli investitori finali, anche perchè le ampie escursioni nel corso della stessa seduta si prestano a vendere e ricomprare a prezzi inferiori nell'arco di poche ore. Una situazione che al momento sembra avvitarsi.

Per lo meno sul versante del rating non sono in arrivo altre sorprese negative. L'analista di Moody's, Carlos Winzer, interpellato dall'agenzia Reuters, ha anticipato che l'outlook potrebbe migliorare (attualmente è negativo) dopo l'analisi del bilanci 2007 e la verifica dell'andamento del primo trimestre. «Dal nostro punto di vista pensiamo veramente che il nuovo management sia impegnato nella riduzione del debito, che è un fatto positivo», ha spiegato Winzer.

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