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Auto: in America il caro-benzina manda in crisi i Suv

di Marco Valsania

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28 APRILE 2008

Addio Suv. E anche vetture di grande cilindrata. La cultura dell'auto negli Stati Uniti si trasforma: nell'era del caro benzina- che per i consumatori statunitensi ha raggiunto il record di 3,50 dollari al gallone (circa 4 litri) - e della sensibilità ecologica, le grandi case di Detroit devono cambiare marcia: dal 2003 a oggi le vendite di Sports Utility Vehicles si sono dimezzate, da tre milioni l'anno al pronostico di meno di 1,5 milioni a fine 2008. Al loro posto si moltiplicano invece la domanda di subcompact, i veicoli di piccole dimensioni e minori consumi.

Le «small car», anzichè oggetto di derisione, sono contese nelle sale dei concessionari: rappresentano ormai il 18% delle vendite di nuove vetture, il segmento più vasto dell'intero mercato statunitense pari ad un record di 2,8 milioni di auto vendute nel 2007. Non solo: sotto il cofano, indipendentemente dai modelli, rombano motori che sempre più raramente vantano i sei o otto cilindri che andavano per la maggiore in passato. Adesso è popolare la "potenza" più ridotta dei quattro cilindri.

Il passo della rivoluzione non dà segno di frenate, anzi accelera: nel primo trimestre dell'anno, rivelano le statistiche della società specializzata Autodata, le vendite dei più grandi Suv sono diminuite del 28 per cento. Quelle di subcompact sono volate del 32 per cento. E complessivamente la diffusione di " small car" è ancora aumentata al passo del quattro per cento. Sulle strade americane, inoltre, corrono le flotte dei "crossover": la nuova generazione di veicoli che ha l'aspetto esterno di Suv ma rivendica performance e consumi molto più prudenti.
Anche quando si guarda al motore la tendenza al "piccolo è bello" trova nuove conferme: le vetture a sei cilindri erano abituate a dominare i sogni dei consumatori. Nel primo scorcio dell'anno, invece, ben il 38% degli americani in cerca di nuove auto ha chiesto quattro cilindri, un record stando alle classifiche tenute da un'altra società specializzata, J.D. Powers.

Per l'auto americana la svolta ripropone memorie difficili: già durante l'ultimo shock petrolifero, quello dell'inizio degli anni Ottanta, l'incapacità di Detroit di rispondere adeguatamente diede spazio all'ascesa delle grandi case giapponesi, da Toyota a Honda, che fecero dell'efficienza dei loro modelli lo slogan di successo. Ma il terremoto ora promette di essere ancora più profondo. Stando ai più recenti dati di vendita mensili, Toyota ha superato la General Motors al primo posto della classifica dei produttori mondiali di quattro ruote. Alle radici c'è una spirale che, al caro benzina, somma infatti trasformazioni sociali e culturali: meta' della prossima generazione di consumatori americani, stando alle previsioni, scegliera' vetture di piccole dimensioni per il suo battesimo della strada, frutto di maggior frugalità e attenzione all'ambiente.

Gm, Ford e Chrysler, già impegnate in un protratto risanamento finanziario, rischiano di non essere all'altezza della nuova sfida come della vecchia. Almeno questo temono gli esperti. Ancora l'anno scorso infatti, il 74% delle auto vendute dalla Chrysler negli Usa era composto da Suv e minivan. Al contrario questa percentuale per la Toyota è stata solo del 42%. Se mal gestita, la svolta nelle abitudini dei consumatori potrebe costare cara ai bilanci di Detroit. Le grandi e potenti vetture che in passato dominavano il mercato, garantivano i migliori margini di profitto. Vetture con otto cilindri vantano prezzi di listino maggiorati di ottomila dollari rispetto alle sei cilindri, che a loro volta sono piu' care di quattromila dollari rispetto ai modelli a quattro cilindri. Con i cilindri aumentano anche le caratteristiche di lusso dei veicoli. Un lusso, però, che oggi gli americani ritengono sempre meno di potersi permettere.

E mentre negli Stati Uniti il mercato dei light truck - ovvero i grandi fuoristrada all'americana - frena, la Cina diventa terra di conquista dei costruttori europei che puntano su veicoli compatti e di derivazione automobilistica.

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