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Auto verdi, l'Europa cerca una nuova via

di Paolo C. Conti

22 aprile 2008
Un prototipo di auto ibrida prodotto dalla società Avl

LUBIANA - «I tempi in cui ci illudevamo che i combustibili fossili fossero inesauribili sono finiti. E dobbiamo anche accettare l'idea che i trasporti sostenibili di domani costeranno più di quelli di oggi, visto che l'alternativa sarebbe più costosa a lungo termine. Soprattutto adesso che il petrolio corre ormai verso quota 150 dollari al barile». Parole del commissario europeo per la ricerca Janez Potocnik, che ha aperto ieri a Lubiana, in Slovenia, i lavori della Transport Research Arena 2008, una conferenza organizzata dalla Commissione Europea per tracciare i futuri sviluppi della mobilità nel Vecchio Continente.
Oggi i trasporti incidono per un 10% sui consumi energetici mondiali e per un ancora più preoccupante 20% alle emissioni di CO2 nell'atmosfera. In Europa contribuiscono addirittura per un quarto delle emissioni nocive per il pianeta. Ma restano un elemento fondamentale tanto per l'esistenza della nostra società come la conosciamo quanto per la nostra economia.
Nonostante gli sforzi fatti (e i tanti che restano ancora da fare), i sistemi di trasporto ecologici, primo fra tutti i treni, non saranno, almeno per molto tempo, in grado di assorbire la crescente richiesta di mobilità degli europei (la Commissione prevede che entro il 2020 i trasporti di persone cresceranno nel Continente del 27%, mentre il trasporto merci addirittura del 34 per cento). «Ecco perché dobbiamo credere fermamente in un sistema più sostenibile, senza preoccuparci del fatto che altri procedono in direzioni diverse», ha detto Potocnik. «Dobbiamo costruire in Europa un sistema di mobilità integrata e sostenibile. Indiani e cinesi finiranno per seguirci». Come dire che è ancora prematuro (e molto) immaginare un futuro senza auto e camion, ma è tuttavia possibile lavorare già oggi per ridurre progressivamente l'impatto nocivo di questi mezzi sull'ambiente che ci circonda.
E su questo versante l'Europa sta facendo sul serio. Il Settimo Programma Quadro ha stanziato quattro miliardi di euro per la ricerca in questo settore. Soldi pubblici di cui beneficeranno università, centri studi specializzati e aziende automobilistiche. Queste ultime hanno dato qui a Lubiana l'impressione di credere seriamente in un futuro verde per l'auto, ma anche di non essere convinte che di automobili nel Vecchio Continente ce ne saranno sempre di più. Renault e Volkswagen hanno presentato qui nuovi prototipi in grado di emettere meno di 100 grammi di CO2 per ogni chilometro percorso. Altri, come Fiat (tramite il suo Centro Ricerche) lavorano da anni su progetti di mobilità alternativa.
Chiedono alle istituzioni un aiuto concreto per convincere gli europei ad accompagnarli in questa strada. Sconti fiscali per chi sceglie un'auto ibrida, incentivi alla rottamazione per il rinnovo del parco auto, internalizzazione dei costi esterni per chi inquina, contributi per la ricerca. Tutte le opzioni sono sul tavolo.
Sul piano tecnologico, l'Europa non ci sta a giocare un ruolo da gregario (dopo Giappone e Stati Uniti) nella corsa all'auto ibrida. E infatti i progetti in questo senso abbondano (e probabilmente non tarderanno a dare i propri frutti). Nel frattempo però si studiano tutte le opportunità. A partire dai biocarburanti, nonostante la bufera di queste ultime settimane legate ai problemi che quest'alternativa ai combustibili fossili potrebbe causare all'approvvigionamento alimentare dei paesi in via di sviluppo. «I biocarburanti restano per noi un'opzione praticabile», ha spiegato Potocnik. «Ma pensiamo più che altro a quelli di seconda e terza generazione, che verranno prodotti con gli scarti delle produzioni alimentari».
Più avanti, ma parliamo già di decenni, l'auto verde potrebbe funzionare con combustibili sintetici. E più avanti ancora con l'idrogeno, con l'elettricità.
Resta quindi da capire se questa strategia consentirà all'Europa di centrare entro il 2020 gli ambiziosi obiettivi fissati in termini di sostenibilità ambientale: ridurre del 20% i consumi energetici, produrre il 20% della propria energia con fonti rinnovabili, ridurre del 20% la nostra dipendenza dai combustibili fossili.

scrivi@paoloconti.net

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