Era nell'aria da tempo. Ieri è arrivata la ratifica. Il sindaco di Milano ha ritirato le deleghe all'assessore alla cultura Vittorio Sgarbi, assumendole ad interim. Le ragioni del divorzio? «Mancanza di rispetto per la Giunta comunale, mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini rappresentati nel suo ruolo di Assessore e quindi rottura del rapporto di fiducia con il Sindaco e con i colleghi Assessori», si legge nella nota di palazzo Marino. Inoltre, «Sgarbi ha assunto in varie occasioni, anche pubbliche, un atteggiamento non consono ai doveri di pubblico amministratore e contrari alla lealtà nei confronti di Sindaco e Giunta». Insomma accuse pesanti a cui ha risposto piccato il critico: «Considero irricevibili le ragioni che hanno spinto il sindaco al ritiro delle mie deleghe – ha commentato Sgarbi – oltre che profondamente lesive della mia dignità». Per il critico, infatti, queste "non-ragioni" sono legate soprattutto alle sue recenti esternazioni televisive ad Anno Zero, dove il critico ha litigato pesantemente con Marco Travaglio, e all'ultima polemica in giunta «sulla delibera 'camuffata' per il patrocinio di una rassegna teatrale omosessuale, in cui per farlo passare ho dovuto levare la parole gay dal titolo».
La revoca, come detto, è tutto tranne che inaspettata. I litigi tra l'assessore, il sindaco e la giunta ambrosiana (soprattutto con De Corato e l'assessore allo Sport e ai giovani Terzi), erano note. Troppo eterodosse le sue posizioni: la difesa dei writers e del Leoncavallo; le polemiche sulla mostra omosex "vade retro" «censurata da suor Letizia», come l'apostrofò Sgarbi; fino alle critiche recenti sui grattacieli di Citylife, in sintonia con la campagna del Domenicale di Marcello Dell'Utri e alle divergenze sul restauro del teatro Lirico. Di qui il licenziamento, arrivato in coincidenza con il giuramento del nuovo governo. Quanto al successore, per ora è il sindaco a tenersi l'interim. Ma non manca chi fa il nome di Davide Rampello, il presidente della Triennale, che gode della fiducia di palazzo Marino e che in questi mesi, lo stesso Sgarbi, ne ha sofferto il protagonismo culturale. Ad esempio è a lui che Moratti ha affidato il progetto del museo di arte contemporanea da insediare a Citylife.
M. Alf.