Il giornale elettronico si mangerà quello cartaceo? Manco per sogno. Cresce l'uno, ma cresce anche l'altro, addirittura del 17% da qui al 2010, a doppia cifra in tutte le regioni del mondo. La pubblicità su tv e web aumenterà a dismisura a detrimento del caro e vecchio quotidiano? No, semmai chi ci rimetterà sarà la tv tradizionale, che ancora per un po' terrà botta. Secondo Forrester Research, il 36% degli utenti del Web ha ridotto del tutto o parzialmente le ore passate davanti alla tv, mentre il 64% non ha cambiato il consumo di carta stampata. Il quotidiano sarà letto solo dai vecchietti? Questa poi: il giornale ha lettori di tutte le età e, sorpresa, aumenta (più 6,9%) il numero dei lettori compresi nella fascia tra i 15 e i 24 anni, quasi del doppio rispetto ai "vecchietti". I dati della World Association of Newspaper (Wan), presentati a Milano nel corso di una conferenza indetta da Atex, fornitore italiano di soluzioni informatiche per il mondo editoriale, fanno tabula rasa di molti luoghi comuni circa la fine prossima e ingloriosa dei quotidiani. Tanto per dirne una, secondo Economist, nel 2043 l'ultimo lettore comprerà l'ultima copia di un giornale di carta. La realtà, secondo le ricerche effettuate da Wan e Atex che collaborano insieme al progetto "Shaping the future of the newspaper", dimostrerebbe il contrario. Già perché il quotidiano, a quanto pare, non sta ad aspettare immobile la propria fine, ma cambia ed evolve. Certo che il contesto aiuta e obbliga; di necessità virtù, insomma. Ed ecco allora che tende a ridursi il sistema print-centric per aprire una nuova era dell'informazione caratterizzata dalla centralità del contenuto. In questo scenario nuovo, la notizia vola libera, per nulla pensata per uno specifico canale, ma diventa multicanale oltre che multimediale. Tutto questo non è già avvenuto, non sta avvenendo anche in altri settori delle attività umane? Perché l'editoria dovrebbe fare eccezione? Insomma, la carta stampata rappresenterà un canale tra i tanti, il web, il dispositivo mobile, il podcast, la radio e la tv. Secondo la Wan, è necessario non farsi prendere dal panico e dall'emotività. Un caso esemplare è quello di Capital Times, che d'amblé ha rinunciato alla carta ed è passata solo sul web. Troppo presto, secondo molti osservatori, che esprimono molti dubbi sul futuro di quel giornale. Certo è che i quotidiani devono attrezzarsi in maniera adeguata per affrontare la sfida tremenda che hanno davanti. Qui subentra Atex, che ha messo a punto la piattaforma Dna (Digital News and Advertising). Si tratta di un pacchetto di soluzioni in grado di creare, gestire e veicolare i contenuti su tutti i possibili mezzi di comunicazione, trasformando il quotidiano in un vero e proprio brand, da capitalizzare con la sua audience di fiducia e capace in questo modo di continuare a vivere. Dna consente infatti si pone l'obiettivo di dare alle aziende editoriali la possibilità di trarre vantaggio dalla sfida della digitalizzazione permettendo agli editori dei giornali di stabilire un legame certo e continuativo con i propri lettori attraverso tutti i media possibili, e aiutando il settore editoriale a passare da un modello di business print-centric a uno customer-centric.