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Energia, useremo più petrolio senza la rivoluzione tecnologica

di Luca Salvioli

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30 giugno 2008

Il petrolio è il presente, e il suo prezzo continua a segnare un record dopo l'altro. Il futuro? Il petrolio. Nei prossimi 40 anni ne useremo il 70% in più e le emissioni si impenneranno del 120%. C'è un'alternativa: la «rivoluzione» illustrata nel rapporto «Le prospettive tecnologiche nell'energia» realizzato dall'Agenzia internazionale dell'energia (Aie) su richiesta del G8 e presentato oggi a Roma dall'Enea.

Il rapporto contiene due possibili soluzioni per mitigare questo scenario. La prima, denominata Act, utilizza tecnologie in gran parte già esistenti. Può riportare le emissioni di Co2 nel 2050 ai livelli di oggi, dopo un picco tra il 2020 e il 2030, con un costo totale di 17 mila miliardi di dollari.

C'è una seconda alternativa più forte alla dipendenza di petrolio: la proposta chiamata «Blue», in cui si utilizzano tecnologie in parte ancora da sviluppare per avere nel 2050 metà delle emissioni rispetto a oggi. In questo caso il costo lievita fino a 45 mila miliardi di dollari.

In entrambi gli scenari il punto fondamentale è il risparmio energetico. Il miglioramento dell'efficienza energetica di edifici, apparecchiature elettriche, trasporti, industria, settore elettrico portano i maggiori risparmi al minor costo.

Subito dopo c'è la generazione di energia elettrica con una minore produzione di Co2. Un obiettivo che può essere raggiunto con un mix di energie rinnovabili, il nucleare e l'utilizzo del ciclo combinato (Ccc) nelle centrali a combustibili fossili. Lo scenario «Blue», in particolare, prevede l'utilizzo dei biocombustibili a basso contenuto di carbonio nei trasporti e del 46% di rinnovabili (eolico, solare fotovoltaico e termico a concentrazione, e biomasse) per la produzione di energia elettrica.

La ricetta futura per l'energia in Italia, ha affermato Mario Baldassarri, presidente della commissione Finanze del Senato, passa per il ritorno di carbone e nucleare, oltre che per la costruzione di rigassificatori. «La riduzione delle emissioni da noi passa per il nucleare - ha puntualizzato Cesare Cursi, presidente della commissione Attività produttive del Senato - che però deve essere una scelta condivisa con gli enti locali. Già dal documento di programmazione economica ci saranno i primi passi in questo senso».

Luigi Paganetto, presidente dell'Enea, ha detto che per raggiungere il duplice obiettivo di tagliare i costi dell'energia e rispettare l'ambiente: «Bisogna fare di più in termini di investimenti in ricerca e sviluppo».

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