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Sanità: Asl campane in rosso
ma i manager si aumentano
gli stipendi

di Roberto Galullo

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12 luglio 2008
Per il ministero taglio di sedi e 700 dipendenti

Ci sono volute appena 4 ore e 20 minuti, compreso il tempo perso tra saluti e stesura del verbale, perché il 28 aprile il Coordinamento dei direttori generali delle tredici Aziende sanitarie campane deliberasse in gran silenzio l'aumento dei propri stipendi, elevandoli a 154.983 euro all'anno.
Non da maggio 2008 – come gli improvvidi potrebbero credere – ma retroattivamente dal 1° gennaio 2006. E con i loro, aumenti a catena per tutti i dirigenti delle Asl.

La Campania – gravata da un debito certificato a fine 2005 di circa 8 miliardi, sul filo del commissariamento e con spericolate operazioni di cartolarizzazione del credito – si trova dunque a fare i conti con i super-stipendi dei manager che quel disastro stanno governando o hanno provocato.
La storia, proprio mentre ai campani si chiedono nuovi sacrifici sul fronte della spesa, salta fuori grazie a un'interrogazione presentata in consiglio regionale dal capogruppo di An Enzo Rivellini.
Due giorni dopo quella riunione, l'Asl 3 di Napoli aveva già deliberato e digerito l'aumento: non soltanto per il direttore generale ma anche per il collegio sindacale, il nucleo di valutazione, il direttore amministrativo e quello sanitario. Ciascuno per la propria quota percentuale, parametrata su quella del direttore generale.

Ripensamenti? Pentimenti? Macchè: abbiamo agito nel rispetto della legge e per salvaguardare il potere d'acquisto, hanno strillato in massa. E poi si poteva tollerare che un capo dipartimento guadagnasse 185mila euro, molto più del proprio direttore generale? Per lavare l'onta, aumenti in massa per tutti anche se il gap non è stato ancora colmato.
Tutti allineati e coperti tranne uno: il direttore generale dell'Asl di Benevento, Bruno De Stefano. Ha fatto mettere a verbale che è d'accordo solo sull'adeguamento contrattuale e sulla relazione del chiarissimo Prof. Avv. Vincenzo Cocozza che quell'aumento aveva legittimato con un parere pro veritate. «Non ho deliberato nessun aumento e non lo delibererò per questioni di correttezza e opportunità, soprattutto alla luce di quanto sta accadendo in Campania. Autonomia delle Asl non vuol dire automatismo degli adeguamenti salariali». Insomma, nel regno di Clemente Mastella, un mastelliano doc ha salvato la faccia oltre che le apparenze.

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