Sette mesi, poi la dispensa Italia sarà vuota, almeno sul fronte di pane e pasta prodotti con grano nazionale. L'avvertimento arriva dalla Coldiretti in occasione dell'assemblea che si tiene oggi a Roma. L'emergenza cibo mondiale «si fa sentire anche in Italia, che può contare al momento al massimo su sette mesi di scorte di pane e pasta ottenuti con il raccolto nazionale di grano che si é appena concluso», precisa l'associazione. I dati provengono da uno studio sugli effetti dell'emergenza cibo presentato oggi. Il raccolto nazionale di grano destinato al pane «é stato di 3,5 milioni di tonnellate, mentre quello di grano duro destinato principalmente alla pasta é stato di 4,5 milioni di tonnellate, del tutto insufficienti a coprire la domanda di pasta made in Italy in Italia e nel mondo». A Coldiretti rispondono i panificatori: «Il pane in Italia non mancherà, né ora né mai», dice il presidente della Federazione italiana panificatori Luca Vecchiato, visto che «da anni l'approvvigionamento di grano italiano rappresenta poco più del 40% delle scorte complessive». No, dunque, «a falsi allarmismi, mentre sarebbe opportuno individuare delle soluzioni comuni sui problemi reali che attanagliano la filiera di un prodotto simbolo della dieta mediterranea».
All'Esecutivo: impegno a non aumentare le tasse. Il presidente della Coldiretti Sergio Marini, rivolgendosi al premier Silvio Berlusconi, si aspetta «che l'impegno assunto da questo governo di non aumentare le tasse per le imprese venga mantenuto anche in agricoltura». Per Marini è anche necessaria la stabilizzazione di una serie di strumenti agevolativi che decadrebbero a fine anno. Sul tavolo ci sono la richiesta di confermare l'aliquota Irap all'1,9%, l'accisa zero sul gasolio per riscaldamento di serre, la tassazione fissa all'1% per l'acquisto di terreni da parte di imprenditori agricoli, gli sgravi contributivi per i lavoratori agricoli e il fondo di solidarietà.Marini ha poi sottolineato di comprendere «le difficoltà della finanza pubblica, ma - ha detto - un intervento di mantenimento della fiscalità, tuttora vigente in agricoltura, è un'aspettativa forte delle nostre imprese agricole».
La soluzione all'emergenza rifiuti di Napoli vale mezzo punto di Pil. Nella sua relazione Marini ha detto che «con la soluzione del problema dei rifiuti a Napoli si salva mezzo punto di Pil messo in gioco dai danni di immagine provocati al made in Italy». Marini rivolgendosi poi al premier, Silvio Berlusconi che oggi sarà a Napoli per il Consiglio dei Ministri, ha poi affermato: «nessuno meglio di noi, può apprezzare lo sforzo e l'impegno che lei ha messo e sta mettendo per risolvere la questione dei rifiuti in Campania e nessuno, come noi, può capirne la valenza d'immagine ed economica che tale operazione ha per il Paese». (Nicoletta Cottone)