La Corte di Giustizia europa ha bocciato il condono sull'Iva per gli anni 1998-2001 contenuto nella Finanziaria 2003, dando così ragione alla Commissione Europea. In base alla norma, tutti coloro che avevano evaso l'Iva in quel periodo potevano presentare una dichiarazione e pagare una somma forfettaria, evitando così di essere perseguiti o sottoposti ad accertamenti. Per la Commissione Ue, che si è rivolta alla Corte, si trattava però di una disposizione che viola la sesta direttiva europea in materia di Iva. Inoltre, ad avviso dei giudici, «la rinuncia generale e indiscriminata all'accertamento delle operazioni imponibili favorisce i contribuenti colpevoli di frode». La legge italiana - sottolineano i giudici europei - induce «fortemente» i contribuenti o a dichiarare soltanto una parte del debito effettivamente dovuto o a versare una somma forfettaria «invece di un importo proporzionale al fatturato realizzato, evitando in tal modo qualunque accertamento o sanzione». Lo squilibrio «significativo» esistente tra gli importi effettivamente dovuti e quelli corrisposti da chi beneficia del condono fiscale infatti conduce - sottolineano i giudici europei - ad una «quasi esenzione fiscale».
In base alle cifre fornite dall'Italia circa il 15% dei soggetti passivi, ossia quasi 800.000 di loro, avrebbero richiesto il beneficio del condono fiscale nel corso dell'anno 2001. L'entità di tale quasi-esenzione «pregiudica seriamente il corretto funzionamento del sistema comune dell'Iva e danneggia il mercato comune poichè i contribuenti in Italia possono sperare di non dovere versare una considerevole parte degli oneri fiscali». La Corte ha quindi respinto la giustificazione dell'Italia che attribuisce al condono il merito di aver consentito all'erario di recuperare, senza lunghi procedimenti giudiziari, una parte dell'Iva non dichiarata.
La scelta dell'Unione europea di sollevare di fronte alla Corte di Giustizia comunitaria le norme sul condono fiscale, risale all'ottobre dell'anno scorso. Il processo Ue ha riguardato solo la parte dei condoni che toccava Iva, lasciando fuori tutte le altre imposte su cui l' Europa non ha competenza.