«Credo che si sia vicini ad una conclusione che potrà rilanciare una compagnia a capitale italiano significativa, utile per il rilancio di un Paese che, non dimentichiamolo, è una delle grandi potenze mondiali». Così ha risposto il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, dell'assemblea di Sviluppo Italia, a chi gli chiedeva un commento sulle indiscrezioni di stampa, in cui si parlava di un piano per la compagnia, messo a punto da Intesa Sanpaolo, pronto in una settimana. A chi gli domandava se lo strumento, come indicato sempre dallo stesso articolo, fosse il commissariamento della compagnia, il ministro a margine , ha replicato: «Gli strumenti devono essere definiti, e quando qualcuno lavora bisogna lasciarlo lavorare in silenzio e rispettando il suo lavoro».
La Repubblica ha pubblicato oggi un lungo articolo sulla vicenda Alitalia. Secondo le indiscrezioni raccolte dal quotidiano, entro una settimana il piano per il rilancio sarà presentato dall'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera al Ministro dell'Economia Tremonti. Il progetto prevede il commissariamento della compagnia. Successivamente la creazione di una Newco in cui coinfluiranno AirOne (che metterà 250 milioni più la sua flotta), e una cordata di imprenditori (che metteranno un gettone da 100 milioni a testa) che comprenderebbe Benetton, Ligresti e forse Colaninno. Altra liquidità arriverebbe da Fossati e Gavio (50 milioni a testa), Marco Tronchetti Provera e la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. A questa nuova società, che dovrebbe raccogliere almeno 750 milioni per partire, sarà affidata la gestione del marchio Alitalia. E la nuova cordata avrebbe a sua disposizione una compagnia notevolmente alleggerita. Al commissariamento infatti, sempre secondo il quotidiano, seguirebbe un piano di ridimensionamento del personale definito «lacrime e sangue». Gli esuberi dovrebbero infatti essere 4000-5000. Ma si pensa anche a esternalizzazioni e un piano di prepensionamento incentivato (a carico dei contribuenti).