«L'inflazione rimarrà probabilmente elevata per un certo tempo e una moderazione graduale arriverà solo nel corso del 2009». La crisi finanziaria legata ai mutui «è un processo ancora in corso sul quale bisogna essere estremamente attenti in modo permanente». Così il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, di fronte al Comitato affari economici e monetari del Parlamento europeo. Trichet ha spiegato che l'outlook economico sconta ancora i rischi di un rallentamento, mentre le pressioni inflative potrebbero spingere i prezzi al rialzo.
Sul fronte della crescita si sta assistendo a «un episodio di debolezza», che però secondo la Bce verrà seguito da «una graduale ripresa nel 2009, in particolare se proseguirà il rientro dei prezzi petroliferi», ha aggiunto Trichet. «La maggior parte delle analisti indica che avremo un graduale recupero» del ciclo economico «nei prossimi anni». Il recupero seguirà un secondo trimestre giudicato da Trichet «molto debole» e un terzo trimestre previsto «debole». La scorsa settimana il Consiglio direttivo della Bce ha confermato al 4,25% il livello dei tassi di interesse in vigore per l'area dell'euro. Riprendendo quanto spiegato a seguito della decisione del Consiglio, Trichet ha detto agli eurodeputati che la Bce ritiene che il livello attuale del costo del danaro sia «idoneo a contribuire» a riportare l'inflazione verso i valori obiettivo (2% di crescita annua sulla media di 18-24 mesi).
Per quanto riguarda le nuove regole sui collaterali, Trichet ha detto che «non danneggeranno» la capacità delle banche di ottenere liquidità sul mercato.
Sul prezzo delle materie prime ha detto: «Nessuno ha nulla da guadagnare dal persistere della volatilità del prezzo del petrolio» e da una eventuale stabilizzazione «a livelli elevati» non accettabili, «nè il fronte dell'offerta, nè quello della domanda». Trichet ha concluso: «E' necessario capire meglio l'impatto degli investimenti finanziari sul prezzo delle materie prime, anche se non devono diventare un capro espiatorio».