«Il tetto del 4% oltre il quale lo Stato si accolla la rata si riferisce al tasso Euribor del mutuo o devo aggiungere anche lo spread?» Quello espresso a caldo da un lettore di www.ilsole24ore.com dopo l'annuncio dei provvedimenti a favore delle famiglie italiane è soltanto uno dei dubbi che il Governo dovrà sciogliere nei prossimi giorni.
Il testo stesso del Decreto lascia in effetti spazio a interpretazioni diverse: il tetto alle rate 2009, si legge nel primo comma dell'articolo 2, «è calcolato con riferimento al maggiore tra il 4% senza spread, spese varie o altro tipo di maggiorazione e il tasso contrattuale alla data di sottoscrizione». Ed è proprio su quel «senza» che occorrerà fare chiarezza nei prossimi giorni.
Il Decreto in effetti dice di più: il limite massimo del 4% (con o senza lo spread) non è valido per tutti i mutui a tasso variabile anteriori al 31 ottobre 2008, ma soltanto per quelli che alla sottoscrizione hanno pagato un tasso inferiore a questa soglia. In altre parole, chi per esempio ha contratto un finanziamento nel 2007 pagando alla prima rata un interesse del 5,5% non può invocare la protezione del 4%: il tetto invalicabile sarà proprio il tasso di partenza.
Il provvedimento è applicabile anche a quei risparmiatori che hanno aderito alla rinegoziazione Abi-Governo e presumibilmente anche ai finanziamenti con struttura ibrida (opzione fisso-variabile e simili), visto che le norme valgono per i «mutui a tasso non fisso». Naturalmente, nel momento in cui il mercato dovesse spingere i tassi di riferimento sotto le soglie previste (4% o simili), tali criteri di calcolo non si applicherebbero. In effetti, da un mese a questa parte i tassi interbancari sono in continuo calo e continueranno probabilmente a scendere, visto che la Bce si appresta a tagliare nuovamente il costo del denaro. Sulla base dei tassi odierni (l'Euribor 1 mese è al 3,57%), il «risparmio» ottenibile su un mutuo ventennale da 100mila euro contratto nel settembre 2005 (vedi tabella) calcolando la rata al tasso calmierato del 4% (tutto compreso) varierebbe dal 2 all'8% circa in funzione dello spread praticato da ciascuna banca.