La Indesit ha confermato giovedì 5 marzo ai sindacati l'intenzione di chiudere lo stabilimento di None, nel pinerolese, dove sono impiegati, tra operai e impiegati, circa 600 addetti. Nel corso dell'incontro, svoltosi all'Unione industriale di Torino, l'azienda pur confermando la disponibilità a proseguire il confronto con le parti sociali, ha ribadito che il livello di competitività della produzione di lavastoviglie è insufficiente. Ricordando, poi, che «nell'ottica di una significativa crescita del mercato delle lavastoviglie, negli ultimi tre anni l'azienda ha fatto importanti investimenti sia sul nuovo prodotto che sugli impianti (circa 60 milioni nelle lavastoviglie di cui circa 20 proprio a None)», i rappresentanti del Gruppo hanno ribadito che «malgrado gli sforzi, la domanda di mercato è stata molto al di sotto delle previsioni.
Di conseguenza l'azienda non ritiene sostenibile la produzione in entrambi gli stabilimenti di None e di Radomsko in Polonia. La decisione di mantenere lo stabilimento polacco a scapito di quello torinese - hanno concluso - è dovuto esclusivamente a criteri di competitività sui mercati internazionali». L'azienda allo stato attuale mantiene in Italia, oltre al quartier generale di Fabriano, sette stabilimenti produttivi (oltre a quello di None), il proprio centro ricerche, la logistica e le attività di marketing per un totale di circa 5.000 dipendenti (in aggiunta ai 600 di None).
Momenti di tensione, intervento della Polizia
Ci sono stati momenti di tensione a Torino davanti all'Unione industriale, dove si è svolto l'incontro fra l'azienda e i sindacati. I lavoratori dello stabilimento di None, di cui l'azienda ha confermato la chiusura, hanno cercato di entrare ed è intervenuta la Polizia. «Comportamenti come quelli della Indesit - afferma il segretario generale della Fiom torinese, Giorgio Airaudo - rischiano di esasperare gli animi, compromettendo la coesione sociale. Non si possono in questa crisi chiudere le imprese scaricando i costi solo sui lavoratori e magari aprire un altro impianto in Europa».