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Autostrade, dal 1 maggio via agli aumenti dopo la moratoria

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21 aprile 2009
Il presidente dell'Aiscat, Fabrizio Palenzona, nella sua relazione all'assemblea dell'associazione (Imagoeconomica/Cerroni)
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Conto alla rovescia per i nuovi aumenti delle tariffe autostradali. Come previsto dal dl anticrisi, la moratoria di quattro mesi scadrá, infatti, il prossimo 30 aprile. È la conferma che giunge dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli. Dal primo maggio, dunque, ci «sarà lo sblocco delle tariffe per tutte le concessionarie che hanno i requisiti», ha detto Matteoli, interpellato a margine dell'assemblea dell'Aiscat, l'associazione delle concessionarie autostradali.

Il primo maggio, quindi, D-day per lo sblocco degli aumenti, congelati per quattro mesi. A ricordare l'ormai imminente scadenza, è stato poco prima di Matteoli il presidente dell'Aiscat, Fabrizio Palenzona, nella sua relazione all'assemblea dell'associazione, durante la quale ha ottenuto la terza riconferma (resterà in carica fino al 2011).

«Ne diamo atto al Governo - ha detto Palenzona - ma ci sono ancora funzionari che cercano di mettere i bastoni tra le ruote. La politica deve avere l'autorità e l'autorevolezza di fare scelte strategiche che poi il sistema burocratico deve attuare. Questo sistema non può essere autorefenziale». E ancora: «L'incubo è finito: significa che noi siamo diventati europei». A chiudere il cerchio il dl milleproroghe che ha «finalmente sganciato i concessionari dalla zavorra del divieto di agire e operare secondo logiche di gruppo».

Palenzona ha ricordato la battaglia iniziata sotto il precedente Governo e contro l'allora ministro Di Pietro e il «famigerato articolo 12». Poi ha ringraziato il ministro Matteoli, al quale ha dato il merito di aver agito con decisione, dopo che «sono stati persi sei anni», e di aver compreso «la gravità della situazione e le conseguenze negative i termini di sviluppo per il sistema paese da essa createsi».

In cambio, concessionarie pronte a investire 4 miliardi nel 2009
Le concessionarie autostradali - in cambio della possibilità di aumentare le tariffe - sono pronte a investire oltre 4 miliardi di euro per il 2009. «Dobbiamo investire per dare un contributo per uscire dalla crisi, ma abbiamo bisogno di regole certe - ha dichiarato Palenzona aprendo l'assemblea dell'Aiscat - siamo impegnati fortemente in un quadro di rilancio del Paese. Abbiamo bisogno di regole certe per fare investimenti cospicui: quest'anno faremo 3 miliardi di euro di investimenti per tutto il settore e pensiamo di riuscire ad anticipare oltre 1 miliardo» del budget 2010. Si tratta di investimenti per circa 3 miliardi ogni anno per il periodo 2009-2011.

Palenzona ha ribadito l'importanza che si faccia strada la «cultura della semplificazione, regole efficienti, che non devono diventare gabbie». Perché ad attrarre gli investitori, spiega «sono la trasparenza, la certezza delle regole e la loro stabilità e certezza nel tempo». Il presidente è consapevole «dello sforzo che il governo sta facendo in questo momento difficile», apprezza il ruolo dato alla Cassa depositi e prestiti di «una nuova e interessante funzione di investitore nelle infrastrutture a valere sulla gestione separata» e sottolinea come i concessionari siano «pronti a fare la propria parte e di farla al meglio».

In equilibrio il bilancio del 2008, nonostante la crisi
Intanto c'è da dire che la crisi economica - nonostante il ritardo negli adeguamenti delle tariffe - ha comunque avuto un impatto modesto sul comparto delle concessionarie autostradali, il cui quadro nel 2008 si conferma «sostanzialmente immutato», rispetto allo scorso anno. Aiscat ha registrato «una modesta flessione» del volume di traffico complessivo, un «ulteriore sensibile miglioramento» di tutti i principali indici di sicurezza. Gli introiti da pedaggio di competenza sono stati pari a circa 4,5 miliardi. con un incremento dell'1,6% rispetto all'esercizio precedente. Gli introiti lordi (che considerano l'Iva del 20% sui pedaggi e le devoluzioni destinate all'Anas), ammontano a circa 5,7 miliardi di euro.

Nel 2008 il quadro delle imfrastrutture autostradali si conferma «sostanzialmente immutato». L'estensione della rete autostradale è di 7.287 chilometri complessivi (considerando la rete in esercizio, in costruzione e quelli in programma), di cui 6.384 chilometri a pedaggio (87,6%) e 903 non a pedaggio. Rispetto all'anno scorso è entrata tra le associate Aiscat la società autostrade Asti-Cuneo.

In un contesto di «forte contrazione della domanda e della produzione di tutti i settori economici, e dopo anni di crescita costante», il volume di traffico complessivo sulla rete a pedaggio nel 2008 ha registrato una «modesta flessione» attestandosi a quasi 83,1 miliardi di veicoli-km, con una riduzione inferiore al punto percentuale rispetto all'anno precedente. Contestualemente si evidenzia un «sensibile miglioramento» dei principali indici di sicurezza sulla rete autostradale: nel 2008 si è registrata una riduzione dei tassi di sinistrosità e in particolare del tasso di mortalità, diminuito del 14 per cento.

21 aprile 2009
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