Alitalia e l'aeroporto di Malpensa sono destinate ad andare avanti ciascuna per conto proprio. Lo ammette Roberto Colannino, presidente di Cai, quando dice che «oggi rifare di Malpensa l'hub di Alitalia va oltre le possibilità della nostra compagnia». E lo conferma Giuseppe Bonomi, presidente della Sea (il gestore di Linate e Malpensa), quando afferma che «la nostra azione industriale su Malpensa prescinde dal fatto che Alitalia sia la compagnia di riferimento». È questo il senso dell'incontro a porte chiuse che si è svolto nel pomeriggio di lunedì a Milano, in un albergo del centro, su iniziativa della Camera di commercio americana in Italia. All'ora di pranzo, un'ottantina di selezionati rappresentanti della business community milanese si sono riuniti con alcuni ospiti d'eccezione: su tutti, Colannino e Bonomi.
Bonomi: «Manca un progetto concreto»
Su Malpensa «non è cambiato nulla» e Colaninno, «continua a sostenere la stessa tesi con coerenza» ha affermato Giuseppe Bonomi, presidente di Sea, la società che gestisce gli scali milanesi, al termine del pranzo con i soci della Camera di Commercio americana in Italia. La scorsa settimana Alitalia ha ufficializzato la scelta di Fiumicino come hub di riferimento della compagnia. «Colaninno continua a sostenere la stessa tesi con coerenza, ha ereditato un piano e oggi non ci sono le condizioni perché quel piano industriale possa cambiare, perché spostare un intero network sarebbe troppo oneroso. Anche noi - ha proseguito - proseguiamo coerentemente con l'attuazione del nostro piano che ha come presupposto che Alitalia non sia più vettore di riferimento di Malpensa. A chi gli riferiva delle intenzione di Colaninno di ritornare con i voli intercontinentali su Malpensa, Bonomi ha risposto: «Le intenzioni sono positive e ben accette, quando si tramuteranno in progetti le esamineremo e daremo il nostro supporto».