«Sulle banche c'è ancora molto da fare. Molti dati indicano un ritorno alla finanza fine a se stessa: aumenta la raccolta ma non aumentano gli impieghi per l'industria e le imprese, mentre crescono gli impieghi nel settore finanziario. Questo deve essere oggetto di un'ulteriore considerazione da parte di tutti noi». Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, intervenendo all'assemblea nazionale di Confcooperative.
Il ministro ha poi aggiunto che «ci sono segnali di rallentamento nelle richieste di prenotazione» per la cassa integrazione. Tremonti ha spiegato che «grazie ad un accordo bipartigiano con le Regioni, abbiamo messo da parte 1,3 miliardi di ore per la cassa integrazione. Fino ad ora ci sono state richieste per meno di 300 milioni. Il che vuol dire che è andata meglio rispetto alle drammatiche previsioni sull'occupazione. Non c'è stato tiraggio immediato, anzi un rallentamento della richiesta di prenotazione». Comunque, «se ce ne fosse bisogno, sarà messo di più. La coesione sociale è interesse di tutti».
Il ministro dell'Economia giudica «più attendibili» i dati rilasciati dalla Cgia di Mestre sui tassi di interesse applicati dalla banche di quelli contenuti nelle statistiche dell'Abi, facendo riferimento alle ultime rilevazioni diffuse dal'Associazione bancaria in base alle quali i tassi applicati dalle banche italiane sono inferiori alla media europea. Fonti dell'associazione di Palazzo Altieri hanno risposto che i dati a cui fa riferimento Tremonti sono di fonte Bce e Banca d'Italia. Nessuna risposta ufficiale al ministro, per ora, dal presidente dell'associazione bancaria Corrado Faissola.