Sono rimaste ferme a maggio le retribuzioni contrattuali orarie rispetto al mese precedente. Lo comunica l'Istat aggiungendo che rispetto allo stesso mese dell'anno scorso si registra un aumento del 3% a fronte di un incremento tendenziale dell'inflazione (indice nic) dello 0,9%. A fine maggio, prosegue l'Istituto, sono in vigore 60 accordi che regolano il trattamento economico di 10,7 milioni di dipendenti, corrispondenti a una quota del 79,9% del monte retributivo. Risultano in attesa di rinnovo 18 contratti (corrispondenti al 20,1% del monte retributivo). L'aumento tendenziale delle retribuzioni orarie nel periodo gennaio-maggio é risultato pari al 3,6 per cento.