Incentivi in arrivo per aziende che non mettono i lavoratori in cassa integrazione o che riassumono cassintegrati. «Stiamo pensando di dare un bonus, una sorta di premio di occupazione, alle aziende che decidono di non mettere i lavoratori in cassa integrazione. Ma anche alle imprese che riassumono un lavoratore cassintegrato con modalità che vedremo». Lo ha annunciato il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, a margine della cerimonia per i 50 anni del sindacato medico Anaao Assomed oggi a Roma.
«L'obiettivo - spiega il ministro - è fare in modo, anche con un calo della produzione, che ci possa essere il mantenimento dei lavoratori nell'ambito dell'attività aziendale, magari con attività formativa. Allo stesso modo - conclude Sacconi - stiamo pensando anche a introdurre incentivi e bonus per quei cassintegrati che decidono di intraprendere una propria attività».
Il nuovo premio di occupazione andrebbe cioè al datore di lavoro che rinunciasse allo strumento della cassa integrazione o che riammettesse i cassintegrati in azienda. Con meccanismi da studiare, le risorse finalizzate alla cassa integrazione sarebbero cioè canalizzate nei bonus per le aziende.
L'obiettivo, ha proseguito, «è fare in modo che anche in presenza di un calo della produzione ci possa essere il mantenimento delle persone nell'ambito dell'attività aziendale, magari con attività formative, e si possa quindi incoraggiare il rientro di un cassintegrato». Al contempo, ha rilevato Sacconi, «si può incoraggiare in modo generalizzato la possibilità per un cassintegrato di capitalizzare i sussidi che riceve nel momento in cui vuole intraprendere un'attività autonoma». Così come, ha concluso il ministro, «dobbiamo trovare modi per favorire i contratti di solidarietà»