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Niente tasse sugli utili reinvestiti

di Marco Rogari

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26 Giugno 2009

La completa esenzione fiscale degli utili delle imprese reinvestiti per l'acquisto di alcuni beni strumentali, in primis i macchinari. Potrebbe essere questa l'ultima sorpresa del decreto sulla manovra estiva, con un impatto oscillante tra i 2,5 e i 4,5 miliardi, che sarà varato oggi dal Consiglio dei ministri. Anche se è ancora escluso che le misure vengano suddivise in due distinti Dl: il primo su sviluppo e famiglie e il secondo con la fisionomia del "milleproroghe" in cui far confluire gli slittamenti di alcune scadenze legislative (dalla class action al blocco degli sfratti).

Una sorta di Tremonti ter selettiva ma anche rafforzata, insomma, quella che vorrebbe far scattare palazzo Chigi. I tecnici hanno lavorato a lungo per trovare le risorse necessarie. La decisione finale sarà presa questa mattina, così come quella sull'alleggerimento della Robin tax, che dovrebbe essere riportata al livello precedente al ritocco inserito nel cosiddetto "Ddl sviluppo" (il collegato sul nucleare) per garantire la copertura ai nuovi fondi all'editoria. Una copertura per la quale al ministero dell'Economia si sono valutate soluzioni alternative.

Gran parte del testo è comunque già stata definita. Uno dei punti fermi è il bonus occupazione. «Faremo un bonus per chi non licenzia il proprio personale in certe situazione aziendali», ha confermato il premier Silvio Berlusconi.

Resta da capire se alla fine sopravviverà l'ipotesi del provvedimento unico, comprensivo delle proroghe. Una soluzione che potrebbe non essere gradita al Quirinale soprattutto nel caso di un mega-testo omnibus con molte norme disomogenee. Ieri sera si è tornato a parlare di doppio Dl, anche se il decreto unico rimaneva probabile. In ogni caso il decreto sulla manovra dovrebbe cominciare il suo cammino parlamentare al Senato. Un cammino che si annuncia breve visto che il testo dovrà essere convertito in legge prima della pausa estiva e dovrà inglobare nel suo percorso lo scudo fiscale, che non sarà inserito nella versione iniziale del Dl, e forse anche le misure sull'età pensionabile delle lavoratrici pubbliche.

Tra le misure già certe c'è il pacchetto occupazione targato Sacconi. Oltre alle agevolazioni per le imprese che non licenziano, scatterà un bonus in favore delle aziende che reimpiegano i propri lavoratori cassintegrati in progetti di formazione e riqualificazione (lo Stato si accollerebbe una fetta dello stipendio). Ci sarebbe poi la possibilità per i cassintegrati di portarsi sostanzialmente dietro la Cig anche in caso di assunzione di un'altra impresa. Scatterebbe anche la capitalizzazione di Cig e mobilità da parte del cassintegrato per un eventuale start up di una sua impresa autonoma. Possibile in questo caso l'erogazione anticipata (magari parziale) dei sostegni al reddito. Tra le opzioni più gettonate c'è anche quella di un voucher per integrare il reddito dei lavoratori in cassa integrazione e mobilità. Ancora da sciogliere è il nodo dell'irrobustimento dell'indennità di disoccupazione per i lavoratori parasubordinati, i co.co.pro.

Tra le questioni aperte c'è anche quella dell'obbligo per le società non quotate interamente posseduto dallo Stato (dall'Anas alle Fs fino a Fintecna) di tenere le disponibilità finanziarie esclusivamente presso conti correnti gestiti dalla tesoreria dello Stato: non più quindi presso gli istituti di credito. A via XX settembre sarebbe stata abbozzata una misura in questa direzione che potrebbe però essere accantonata nell'ambito della partita con le banche. Ci sarà comunque un intervento sul massimo scoperto.

Praticamente sicuro è il pacchetto energia: una micro-liberalizzazione del settore del gas con l'obiettivo di ridurre i costi per le imprese e specifiche agevolazioni per le aziende che impiegano gas nella produzione. Sicure sono anche le misure per velocizzare i pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese: nuove procedure e un meccanismo per consentire di compensare maggiormente gli eventuali debiti (anche fiscali) con i crediti vantati. Quasi certo anche l'aumento al 70% del capitale dei rimborsi per gli obbligazionisti Alitalia.

Il capitolo Fisco, in attesa dell'arrivo dello "scudo" alla fine dell'istruttoria Ue, dovrebbe già contenere alcune disposizioni di riferimento sull'individuazione dei paradisi fiscali e darà il via alla stretta sulle compensazioni, a partire da quelle Iva. Saranno poi previsti nuovo interventi anti-evasione con un maggiore coinvolgimento degli enti locali. Confermati il giro di vite sulle Regioni con deficit sanitario e i fondi per le missioni internazionali di pace e la ricostruzione delle secondo case nelle aree terremotate dell'Abruzzo.

26 Giugno 2009
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