La proposta del sottosegretario con delega alla Famiglia, Carlo Giovanardi di regolarizzare (dopo il varo del pacchetto sicurezza che ha introdotto il reato di clandestinità) il mezzo milione di badanti e colf clandestine che lavorano regolarmente, ha suscitato molte reazioni nel mondo politico e nella società civile. E divide la maggioranza di governo.
A frenare la proposta Giovanardi, infatti, è arrivato subito il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri: «Ci sarà modo di affrontare il problema – ha detto – ma senza sanatorie e senza confusione». «La legge sulla sicurezza è ottima - ha aggiunto –. Gli italiani sono con il governo. Non bisogna drammatizzare alcuni dettagli. Chi lavora onestamente nelle case troverà attenzione. Del resto nessuno sta assumendo iniziative nei confronti di chi assiste davvero gli anziani. Ci sarà modo di affrontare il problema, anche usando la legge Fini-Bossi e i decreti sui flussi di ingresso programmati».
«Sanatorie non se ne possono fare – gli ha fatto subito eco il senatore leghista Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione normativa – non solo per scelta, ma anche perché sono state vietate dal "Patto europeo per l'immigrazione e il diritto di asilo" approvato all'unanimità dal Consiglio Europeo nell'ottobre 2008 su proposta di Sarkozy». Per Calderoli «è ora di finirla con l'idea che questo sia il Paese del "fatta la legge, trovato l'inganno". La proposta di Giovanardi sulle colf e le badanti non è altro che una sanatoria, peraltro già realizzata nei fatti nel 2002 e poi con l'approvazione, da parte del governo Prodi, delle quote di flussi superiori al numero delle domande».
Meno drastico il vice capogruppo leghista alla Camera Luciano Dussi: «È una cosa di cui si può discutere – ha detto – ma un conto è fare una sanatoria tout court altra cosa è procedere con le regole in base alla legge Bosis-Fini. Biosgna cioè avere le generalità di queste persone e saere quale sia il Paese di loro provenienza».
Reazioni anche dall'opposizione
Rosy Bindi, vicepresidente della Camera, ha definto quella di Giovanardi «una proposta di buon senso ancorché tardiva». «Viene da chiedersi – ha affermato la Bindi – come mai Giovanardi, che ha ben chiaro il problema, non si sia opposto per tempo al Ddl sicurezza. E perché siano rimaste inascoltate le voci dell'opposizione, delle associazioni e della Chiesa che hanno subito segnalato la mostruosità giuridica del provvedimento».
«Sembra un espediente per mettere a posto la coscienza di Giovanardi più che una soluzione al problema che hanno provocato – ha detto il deputato Pd Gianclaudio Bressa, mentre per Jacopo Venier, delle segreteria nazionale del Pdci, da Giovanardi arriva «una prima ammissione di mostruosità giuridica del pacchetto sicurezza del governo»
Dal responsabile immigrazione dell'Arci, Filippo Miraglia, viene un'accusa di incoerenza al governo: non si può dire tutto e il contrario di tutto e giocare sulla pelle delle persone» è la sua opinione, pur se «qualsiasi provvedimento di regolarizzazione è benvenuto».
La proposta di giovanardi piace all'Adoc, associazione che difende i consumatori. «La regolarizzazione delle badanti - afferma il presidente Carlo Pileri - è un grande successo per l'Adoc che da anni spinge per una sanatoria delle colf irregolari (che secondo l'Adoc sarebbero un milione, ndr). Giovanardi, che già in passato ci aveva dato rassicurazioni in merito, propone una soluzione di civilà a un problema che necessita una soluzione definitiva».
Un pluaso a Giovanardi giunge anche dalle Acli. «Un'uscita coraggiosa e assolutamente condivisibile» afferma Andrea Olivero, presidente nazionale dell'associazione. «Finalmente - afferma Olivero in una nota - si inizia a guardare in faccia alla realtà e si smette di fare demagogia. Il sottosegretario ha colto l'urgenza di una situazione che in seguito all'introduzione del reato di immigrazione clandestina sta alimentando la paura nella famiglie italiane e tra le lavoratrici straniere che assistono i nostri anziani. Logica vuole che si vada a sanare la situazione di quanti già nel 2007 hanno fatto domanda di assunzione con il decreto flussi, e che nella maggior parte dei casi hanno già in casa il lavoratore straniero. Ma si apra anche un canale di regolarizzazione - conclude Olivero - a quanti non sono riusciti a rientrare nel decreto flussi pur avvalendosi della collaborazione in casa di una lavoratrice straniera».