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Tremonti: risparmio detassato per il Sud

di Isabella Bufacchi

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29 Settembre 2009
Le quattro proposte di Tremonti


Tre idee per affrontare la questione meridionale, che è una questione nazionale: le zone a burocrazia zero o "zone libere", il potenziamento del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) con fondi europei, la Banca del Sud con la rete delle banche di credito cooperativo, su base volontaria. Ma allo studio c'è anche la fiscalità di vantaggio: una tassazione agevolata per quei depositi bancari impiegati direttamente nel Sud. Tre idee, un'agevolazione fiscale e «una visione politica nuova e diversa» per colmare l'inaccettabile divario tra Nord e Sud con lo Stato che torna a fare lo Stato finanziando le grandi opere pubbliche.
È questo il piano per il rilancio del Meridione presentato ieri dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti in occasione del convegno organizzato dai capigruppo parlamentari del Popolo della libertà sulla questione meridionale e sul documento proposto dai gruppi Pdl di Camera e Senato per il rilancio dell'economia del Sud.
Nella suggestiva Cappella dell'Assunta a Palazzo Reale a Napoli, rivolgendosi a una sala gremita di senatori e deputati che già da svariate ore discutevano animatamente sul "che fare" nel Mezzogiorno, Tremonti è andato subito al cuore del problema, conquistando la platea con un invito: «Ho preparato due discorsi, uno sdolcinato, falso, convenzionale e uno vero, quale volete sentire…?». Vero, cioè, operativo. Tremonti ha messo sul tavolo tre idee e una proposta di natura fiscale, che potranno divenire disegni di legge oppure proposte di legge presentate in Parlamento. Il numero uno di via XX Settembre ha lasciato aperte tutte le porte, pur di incoraggiare la discussione e approdare a misure concrete, perché sebbene la catastrofe sia stata evitata, «non ci si prospetta l'età dell'oro».
Il piano-Tremonti per il Mezzogiorno parte da due presupposti: che la questione meridionale non è un problema di finanziamento («crescevano i fondi e cresceva il divario tra Nord e Sud e la criminalità») ma di funzionamento, non è un problema tecnico ma politico in un'Italia «drammaticamente troppo duale». A sorpresa, il ministro ha rilanciato il ruolo del Cnr nella gestione dei fondi europei, per evitare «la dispersione di enormi risorse»: in questo organo, già dotato di risorse umane e piani di sviluppo, si potrebbero concentrare i fondi europei per poi essere trasferiti direttamente al territorio. In risposta ai gruppi parlamentari del Pdl che hanno reclamato le zone franche, Tremonti ha fatto una controproposta: zone a burocrazia zero, "free zones" affinché l'imprenditore che assumere o apre un'attività «non abbia l'onere della burocrazia». Tutto libero tranne ciò che è vietato da leggi penali ed europee. Le zone franche sono difficili da attuare per i vincoli europei.
La stretta al credito alle piccole e medie imprese nel Mezzogiorno è stato uno dei temi più dibattuti del convegno partenopeo. «Le banche hanno alzato i tassi al 20% nel Sud», ha denunciato un senatore, alzando il tono nella cappella quasi a far vibrare il maestoso altare barocco del '600 alle sue spalle. E Tremonti, consapevole che la soluzione passerà per il credito, ha rilanciato il progetto di Banca del Sud. «Il Mezzogiorno è l'unica grande regione d'Europa senza una banca autonoma propria». Serve allora una Banca del Sud che lavori per il Sud, anche se Bruxelles pone dei vincoli. Per il ministro, per questa Banca si metteranno in rete le banche di credito cooperativo e le popolari, su base volontaria. Questa rete «avrà un coordinamento dall'alto» per l'assistenza tecnica e seguirà l'esempio di successo della francese Crédit Agricole. Solo una banca radicata nel territorio può concedere il piccolo credito, non solo basandosi «sui ratios freddi del computer» ma conoscendo le famiglie.
Se tutto questo non dovesse bastare, Tremonti sta studiando anche una proposta che, tra tutte quelle annunciate ieri, è risultata la più rivoluzionaria, per l'Italia: una banca «non convenzionale» che utilizza i depositi fiscalmente agevolati per gli impieghi nel meridione. A margine del convegno, il ministro ha spiegato ai giornalisti che sui depositi si applica ora una tassazione del 27% ma l'aliquota potrebbe essere ridotta per convogliare gli impieghi nel Mezzogiorno. Sempre con un occhio a Bruxelles, questa fiscalità di vantaggio non sarebbe solo per la Banca del Sud ma per tutte quelle radicate nel Mezzogiorno. Come i municipal bond americani e i libretti francesi: un risparmio fiscalmente agevolato per investimenti nel territorio.
isabella.bufacchi@ilsole24ore.com

29 Settembre 2009
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