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Prezzi delle case ancora in calo. Compravendite diminuiscono per il terzo anno consecutivo

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7 settembre 2009

Nei primi sei mesi del 2009 rallenta il calo dei prezzi delle case in Italia: -6,1%, in lieve miglioramento rispetto al primo trimestre 2009 che aveva registrato un calo su base annua del -7,8 per cento. È quanto emerge dall'analisi dell'ufficio studi Ubh (United Business Holding - holding di partecipazioni immobiliari fondata nel 2004 grazie a una joint venture paritetica con il gruppo Gabetti) che ha pubblicato un'analisi, aggiornata a settembre, sulle tendenze e le previsioni relative al mercato immobiliare residenziale italiano.

L'indagine Ubh evidenzia anche come il 2009 sia il terzo anno consecutivo di calo delle compravendite delle abitazioni: un fenomeno che non si verificava da 25 anni. Le transazioni immobiliari sono infatti scese sia nelle grandi che nelle medie città, con una stima compresa tra il -14% e il -16% rispetto al primo semestre 2008. Più colpite le medie e piccole realtà urbane, localizzate soprattutto nella provincia delle maggiori aree metropolitane, dove a soffrire di più è la domanda di chi deve fare ricorso a un finanziamento superiore all'80% del valore dell'abitazione. I cali dei volumi di scambio nella provincia sono stimati tra il 15 e il 20% su base annua, mentre nelle grandi città le variazioni degli scambi su base annua sono meno significative, con cali non superiori al 13%.

«La frenata del mercato, attribuibile, da una parte alla crisi congiunturale e, dall'altra, ad una crescita continua degli scambi durata 9 anni, sta riportando i volumi generali ai livelli di metà anni Novanta». Aumenta inoltre il tempo necessario per vendere un'abitazione, passando dai circa sei mesi e mezzo dello scorso gennaio agli attuali 7 mesi. Le trattative poi sono diventate sempre più agguerrite, portando la forbice tra prezzo offerto e prezzo finale a superare la soglia media del 15% (14% a gennaio 2009).

Il 2009 - conclude lo studio - si dovrebbe chiudere con una flessione meno accentuata delle compravendite rispetto allo scorso anno, con un calo atteso fra l'11,0% e il 13,0%. I prezzi medi di vendita delle principali città sono invece attesi a -10% su base nazionale. «A partire dalla primavera del 2010, a fronte di migliori condizioni congiunturali, si potrà assistere a una prima inversione del ciclio in termini di scambi che si dovrebbe concretizzare maggiormente nella primavera del 2011, a cui farà seguito una prima probabile risalita dei valori di vendita», conclude Ubh.


7 settembre 2009
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