Posto fisso o mobilità? Per il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, intervenuto oggi a un convegno organizzato dalla Bpm, nella nostra società la stabilità del posto di lavoro è un valore da difendere: «Non credo che la mobilità di per sè sia un valore -ha chiarito Tremonti- penso che in strutture sociali come la nostra il posto fisso sia la base su cui organizzare il tuo progetto di vita e la famiglia. La variabilità del posto di lavoro, l'incertezza, la mutabilità - ha aggiunto il ministro - per alcuni sono un valore in sè, per me onestamente no».
Serve più compartecipazione. «Credo che in questo Paese ci sia meno bisogno di cogestione e più bisogno di compartecipazione», ha detto anche Tremonti. "Non credo - ha aggiunto - che in Italia ci sia spazio per replicare tale e quale la modellistica di altri Paesi», mentre è importante un modello che permetta di avere «più informazioni sulla gestione». Nella coppia cogestione-compartecipazione Tremonti vede quindi «più spazio, più logica e più enfasi sulla compartecipazione», che «può avere forme diverse».
La Costituzione è sempre valida, ma non viene ancora applicata pienamente. Sulla Costituzione, Tremonti ha detto che è «ancora molto valida per la parte dei principi» e che un ritorno allo spirito originario può portare «a concrete e non poco remote applicazioni». «Nella nostra Costituzione - ha argomentato il ministro - che considero ancora molto valida per la parte dei principi, c'è il confronto tra le tre diverse culture chiave che animarono lo spirito di quel tempo: quella cattolica, quella comunista e quella liberale». Tremonti ha poi indicato l'articolo sulla «proprietà industriale» come «la sintesi delle tre diverse visioni».
Il ministro ha proseguito spiegando che «a parte alcuni passaggi che possono sembrare un po' ingenui, come quando si parla ancora di carbone, ce n'è uno fondamentale, ossia che la repubblica tutela e regola il risparmio e favorisce l'accesso alla proprietà dell'azionariato popolare dei grandi complessi produttivi del Paese».
L'evoluzione delle cose, secondo Tremonti, ha fatto sì che «la Costituzione non sia stata pienamente applicata» in quanto «c'è stata una rotazione rispetto ai principi formulati allora che ha portato ad un grande favore per i titoli di debito sfavorendo quelli di proprietà». Un fatto che ha portato al «controllo del sistema bancario sulla grande proprietà industriale». Il ministro ha concluso il suo ragionamento affermando che «un ritorno alla Costituzione attraverso queste riflessioni ci può portare a concrete e non poco remote applicazioni».