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Trasporto pubblico: non decollano le liberalizzazioni

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3 novembre 2009

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ROMA
ACCELERA LO SCUDO FISCALE
Decolla lo scudo fiscale a Roma. I capitali emersi già in questo primo mese di operatività non lasciano dubbi agli intermediari bancari e alle fiduciarie sul successo di questa terza edizione. Lo scudo ter potrebbe superare abbondantemente l'emersione degli anni 2001-2003, secondo gli operatori della piazza romana che denunciano però tempi troppo stretti della sanatoria. E le difficoltà non mancano: investimenti in titoli e polizze difficili da smobilizzare, immobili acquistati in paradisi fiscali che mettono a dura prova il rimpatrio giuridico, solo alcuni degli
ostacoli rilevati. Per molti intermediari questo scudo è partito in velocità

NORD OVEST
CON LA TAV PIU' SPAZI PRODUTTIVI E AREE VERDI IN VALSUSA
Quasi un milione di metri quadrati di aree pregiate, nella zona compresa tra Rivoli e Susa. È l'equivalente di una vera e propria città la superficie – oggi occupata da stazioni e aree ferroviarie – che si potrebbe liberare nella bassa Valsusa con la realizzazione della Tav e il contestuale interramento della linea storica. Lo scenario, studiato da Uniontrasporti su incarico della Camera di commercio di Torino, è stato presentato nei giorni scorsi proprio al Consiglio della Cdc. Una volta sanata la «ferita» dei binari, si potranno realizzare 500mila metri quadrati di aree verdi, strade e servizi, con benefici anche per il tessuto manifatturiero della zona, che ancora oggi fattura 1,8 miliardi l'anno

NORD EST
I RIMORCHI A SECCO DI AGEVOLAZIONI
Dimenticato da ogni forma di incentivo statale, il settore della produzione di rimorchi e semirimorchi – che conta in Veneto alcune delle principali aziende italiane – rispecchia la difficile situazione dell'economia: movimentazione di merci in porti e autostrade in calo, difficoltà delle aziende di trasporto con prezzo dei carburanti elevato, cali di produzione dal 28 al 66 per cento. Eppure, questo genere di veicoli non rientra neppure fra i beni il cui acquisto viene agevolato dalla Tremonti-ter (che include anche le carriole). Per questo, parte dal Veneto la proposta di un pacchetto di misure per rilanciare il comparto aumentando anche il livello di sicurezza sulle strade: oggi, l'età media dei rimorchi in circolazione è di oltre 17 anni, segno di un mancato ricambio che dura da anni e di una inevitabile usura.

CENTRO NORD
RISORSE PUBBLICHE PER IL NUOVO SISTEMA FIERE
Se e quando decollerà la nuova Fiera dell'Adriatico (di fatto l'unificazione dei saloni esportivi di Erf Ancona-Civitanova e Fiera di Pesaro) vivrà con almeno il 38% di risorse pubbliche. È quel che prevede una bozza di piano industriale redatta da Erf e Fiere di Pesaro e allo studio della regione per il futuro assetto della società. Infatti, su un bilancio di 6,5 milioni da regione ed enti vari ne deriveranno 2,5; il nuovo ente avrebbe il compito di avviare nuove manifestazioni e di gestire le manifestazioni delegate dalla regione. La voce di costo del personale (10 addetti) sarà pari a 600mila euro, poco di più dei 500mila euro previsti per promuovere il sistema fieristico stesso sui mercati. Un assetto e una struttura che lasciano perplessi gli enti anconetani, fra cui la Cdc, che vorrebbero un business plan approfondito e non solo abbozzato.

SUD
FORESTALI: CASSA INTEGRAZIONI E PASSAGGIO ALLE PROVINCE
La regione Calabria non ha più soldi per pagare i quasi 10mila operai idraulico forestali e cerca soluzione per scaricare ad altri l'onere. Per il futuro uno dei progetti in campo prevede la cancellazione dell'Afor, l'Agenzia regionale per la forestazione, e il trasferimento degli oltre 6.200 operai in organico alle cinque province.
Ma in attesa che questo piano sia realizzato la regione si trova comunque a dover fronteggiare il fabbisogno finanziario per pagare gli operai: all'inizio dell'anno era stata preventivata una spesa di 301 milioni mentre poi in realtà il costo complessivo è stato di 293 milioni. All'appello però sono mancati 57,5 milioni se ai 22,5 milioni che già mancavano si aggiungono i 35 milioni che comunque l'ente ha dovuto pagare per coprire il buco dell'anno precedente. Così un'altra delle ipotesi in campo, per fronteggiare il fabbisogno finanziario, prevede che gli operai idraulico forestali siano messi in cassa integrazione in passato utilizzata solo in casi molto eccezionali e che a pagare sia l'Inps: in questo caso la regione risparmierebbe, secondo alcune analisi, 17 milioni al mese.

3 novembre 2009
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