La grande crisi che ha investito l'economia italiana impone una nuova stagione di «semplificazione e razionalizzazione delle norme che regolano i rapporti di lavoro». Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, ha aperto con un appello al governo la tre giorni del congresso nazionale, che si tiene a Roma.
Calderone, che è anche presidente del Comitato degli Ordini, ha elencato davanti ai ministri Renato Brunetta e Maurizio Sacconi, le funzioni di rilievo pubblico garantite dai consulenti, soprattutto a supporto delle piccole imprese: «Ci occupiamo di intermediazione, contenzioso tributario e certificazione dei contratti – ha detto – e, dopo aver applicato anche norme che non condividevamo perché sovrapposte l'una all'altra, negli ultimi tempi abbiamo assicurato il ricorso agli ammortizzatori sociali a tante aziende che non lo avevamo mai fatto».
La sfida che aspetta ora la categoria è aiutare le imprese a uscire dalla crisi «sapendo di poter contare sull'attenzione e l'impegno del governo sul fronte della semplificazione, a partire dalle comunicazioni con la Pubblica amministrazione che saranno facilitate dall'avvio della posta elettronica certificata». Una risposta è arrivata dal ministro Sacconi, che al termine del suo intervento ha firmato davanti alla platea dei consulenti riuniti all'Auditorium Parco della Musica un protocollo d'intesa che rafforza la collaborazione tra gli ispettori e i consulenti.
«Dobbiamo spostare l'asse della nostra azione dagli adempimenti formali a quelli sostanziali» ha spiegato Sacconi, che ha poi indicato le nuove frontiere della formazione professionale e della sua valutazione oggettiva, i nuovi impegni cui dovrà concentrarsi la categoria: «Sono queste le nuove funzioni strategiche per cui la vostra professionalità si rivelerà più preziosa» ha detto il ministro che ha poi ha sollecitato i consulenti a mettersi in gioco anche sul fronte del collocamento: «In questa fase critica – ha detto – abbiamo bisogno di moltiplicare i collocatori per ridurre al massimo le difficoltà di incontro tra domanda e offerta di lavoro».
Applaudisissimo,Renato Brunetta ha invece assicurato l'impegno assunto con l'introduzione della posta elettronica certificata: «So che voi siete pronti e per questo vi chiedo di aiutarmi ad andare fino in fondo – ha detto – perché c'è un dividendo di maggiore produttività che possiamo raggiungere tutti insieme con una Pa più efficiente e che vale il 30% in più di crescita del Prodotto interno».
Forti dell'esperienza guadagnata sul campo, affiancando un milione di imprese e sette milioni di lavoratori, i consulenti portano avanti la loro battaglia contro gli studi di settore: «Nascono vecchi e fotografano un'Italia che non esiste - dice dal palco Marina Calderone - il redditometro potrebbe essere lo strumento utile per stabilire quando ha senso procedere con l'accertamento» che oggi parte in automatico quando non c'è la congruità.
Nella prima giornata del congresso si è anche parlato di Irap. Consapevoli del fatto che non è il momento economico adatto per poterla eliminare, i consulenti del lavoro hanno però chiesto di agevolare il lavoro delle categorie più deboli: i neoassunti, i lavoratori svantaggiati e quelli in cassa integrazione in deroga.
Qualche mormorio ha suscitato l'intervento di Vincenzo Miceli, presidente del l'Enpacl, la cassa di previdenza e assistenza: «Bisogna fare attenzione alla riforma delle professioni - ha detto - temo che si possa scatenare una corsa alle competenze, con vincitori e vinti». La risposta viene lasciata a Paolo Piccoli, presidente del notariato, presente in platea, assieme ai presidenti di altri ordini: «Per me e per il notariato tutte le professioni ordinistiche hanno pari dignità. Noi rappresentiamo il 12,5% del Pil, abbiamo diritto di avere voce in questo paese e ce la dobbiamo prendere. La riforma delle professioni ci dà questa possibilità» e nessuno dei duemila di professionisti presenti in Italia sembra intenzionato a perdere questo treno.