«E' fondamentale varare un Programma nazionale della ricerca 2009-2013» che abbia «obiettivi chiari, definiti e condivisi, che preveda strumenti efficaci e flessibili, che possa contare su risorse finanziarie concrete e certe nel tempo». L'obiettivo è di portare l'investimento in ricerca e innovazione «almeno al 2% del Pil entro il 2013». A chiederlo è il vicepresidente per la Ricerca e l'innovazione di Confindustria, Diana Bracco, intervenendo alla VII Giornata della ricerca. In questa partita il contributo di Confindustria è il Progetto Sud-Nord, che ha «l'ambizione di unire l'Italia».
Confindustria «sta collaborando intensamente alla stesura del Programma, assicurando contributi concreti. Crediamo che sia - sostiene Bracco - l'occasione per fare il salto di qualità, per passare dalle parole ai fatti». Secondo il vicepresidente di Confindustria la ricerca e l'innovazione devono essere una «priorità» e il sostegno pubblico agli investimenti in R&I «non è un regalo alle imprese ma un investimento per il futuro dell'Italia». Occorre, secondo la Bracco, «una politica economica basata sulla R&I». Confindustria comprende la difficoltà del Governo a coniugare rigore e sviluppo, «ma i veri ammortizzatori sociali di lungo periodo, le garanzie più solide per un futuro di crescita, si chiamano ricerca e innovazione». La Bracco ricorda che su questi investimenti «siamo in ritardo, dobbiamo fare presto» e «non possiamo più permetterci di passare anni a parlare di nuovi programmi e strumenti, di riforme lasciando nel frattempo il Paese senza interventi concreti».
Per centrare l'obiettivo di portare gli investimenti in questo campo ad almeno il 2% del Pil entro il 2013, «dobbiamo puntare sulle eccellenze», osserva la Bracco. Il progetto Sud-Nord di Confindustria parte dall'idea di base di «facilitare l'aggregazione» delle imprese che portano progettualità e competenze «per puntare all'eccellenza internazionale».
In questo processo, sottolinea la Bracco, «tutti devono fare la loro parte, lavorando insieme. Le imprese di tutta Italia e le Regioni, che devono sapersi coordinare meglio, le università, spetta il compito di formare ricercatori eccellenti».
Lo scopo del progetto Sud-Nord è di collegare le imprese del Mezzogiorno, del centro e del Nord, grandi e piccole, per generare progetti di ricerca dotati di sufficiente massa critica e maggiormente capaci di creare valore aggiunto. Secondo Confindustria, nel nuovo ciclo di programmazione 2007-2013 dei fondi strutturali europei, le risorse destinate nel Mezzogiorno alla priorità ricerca e innovazione aumentano di oltre tre volte (da 3 miliardi a quasi 10 miliardi): circa 6 miliardi di euro sono stanziati dal Programma operativo nazionale (Pon) ricerca e competitività, oltre 3 dai Programmi operativi regionali (Por). Una parte di tali risorse, spiega Confindustria, può essere impiegata con finalità coerenti con quelle del progetto. I primi settori in cui operare, che Confindustria ha individuato sono: aerospazio, trasporto su gomma, trasporto su ferro, scienza della vita, nutrizione.
«Questo progetto - commenta Cristiana Coppola vicepresidente per il Mezzogiorno di Confindustria - ha l'ambizione di avere una modalità innovativa per guardare allo sviluppo per il Mezzogiorno e mettere in rete aziende medio-grandi del Sud del centro e del Nord». Questo progetto, continua Coppola, «rappresenta un metodo di lavoro innovativo. Le scorse programmazioni dei fondi europei - continua Coppola - non ha portato i risultati sperati».
Ci deve essere uno sforzo collettivo Governo-Regioni-Confindustria per impiegare bene e in fretta i fondi europei 2007-2013: «La nuova programmazione deve rappresentare una svolta nell'utilizzo delle risorse».