Continua il braccio di ferro fra Ryanair e Enac. Oggi Air Italy ha fatto sapere che se la compagnia irlandese decidesse di lasciare l'Italia, sarebbe pronta a sostituirla. E in brevissimo tempo. E' quanto comunica una nota della compagnia aerea italiana. «Se dovessero sospendere i loro voli dagli scali di Roma Ciampino, Alghero, Bari, Bologna, Brindisi, Milano, Bergamo, Pescara, Pisa e Trapani, noi - afferma il presidente e amministratore delegato di Air Italy Giuseppe Gentile - siamo pronti a subentrare. Abbiamo mezzi, esperienza, know how e solidità gestionale per rimpiazzare i voli di Ryanair. Possiamo offrire - aggiunge - un rapporto qualità prezzo che non farebbe certo rimpiangere Ryanair. Il tutto all'interno delle regole dettate dalle leggi». Air Italy, riferisce il comunicato, conta 12 aeromobili di nuova generazione ed opera in Italia e all'estero, trasportando oltre un milione di passeggeri l'anno. La capogruppo controlla Air Italy Egypt e Air Italy Polska.
A gettare benzina sul fuoco è la stessa Ryanair che tramite il suo direttore della comunicazione, Stephen McNamara, ha fatto sapere che «Ryanair è stata obbligata a cancellare le sue rotte nazionali in Italia poiché la sicurezza di questi voli è stata minacciata dall'insistenza di Enac che i passeggeri vengano accettati senza identificazioni sicure e in alcuni casi venga loro permesso di viaggiare con niente di più sicuro di una licenza di pesca. In tutti gli altri aeroporti della Ue - spiega il manager - le autorità hanno accettato questa esigenza di Ryanair, come concordato con ciascun passeggero al momento della prenotazione, che i passeggeri presentino o il passaporto o la carta di identità nazionali dell'Ue/Eea». Questa disputa, osserva ancora McNamara, «è nata solo dopo il tentativo di Enac di interferire illegalmente con le regole di identità sicura di Ryanair. Tutti i voli nazionali di Ryanair verranno ristabiliti non appena questa ordinanza illegale e insicura per l'identificazione dei passeggeri sarà rimossa da Enac».
Intanto, il Presidente dell'Enac Vito Riggio, in qualità anche di Presidente del Cisa, Comitato Interministeriale per la sicurezza del trasporto aereo e degli aeroporti, sentito il ministro dell'Interno Roberto Maroni ed il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli, ha disposto per il 7 gennaio 2010, alle ore 11, la convocazione del Cisa alla presenza delle autorità di pubblica sicurezza nonché di tutte le autorità e gli Enti preposti alla sicurezza in ambito aeroportuale, oltre che del Direttore Generale dell'Enac Alessio Quaranta.
Lo comunica una nota dell'Enac, che lamenta come da parte della compagnia Ryanair si continui «pervicacemente e pretestuosamente a mettere in dubbio il rispetto ed il rigore dei controlli di sicurezza da parte delle autorità italiane, cosa che crea allarmi infondati e scredita l'immagine del nostro Paese a livello internazionale. Il Presidente e il Direttore Generale dell'Enac rassicurano sull'efficacia dei controlli di sicurezza esercitati, come per legge, dalle forze di Polizia e dagli operatori aeroportuali secondo la normativa italiana che, peraltro, viene rispettata da tutte le compagnie aeree».
Gia nei giorni scorsi Ryanair aveva polemizzato con l'Enac, l'ente di aviazione civile, sulle procedure di identificazione dei passeggeri. Per protesta contro quelle che giudicava «illecite interferenze», Ryanair aveva annunciato di voler chiudere «temporaneamente» i voli interni in 10 aeroporti italiani, a partire dal 23 gennaio. Tra le basi coinvolte anche Ciampino (Roma) e Orio al Serio (Bg); lo stop temporaneo riguardera' poi Alghero, Bari, Bologna, Brindisi, Cagliari, Pescara, Pisa e Trapani.