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Tremonti gioca in velocità
ma è a rischio il taglio
dei compensi ai manager Pa

di Dino Pesole

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21 maggio 2010
Tremonti gioca in velocità >ma è a rischio il taglio dei compensi ai manager Pa


L'accelerazione nella messa a punto e nel varo della manovra correttiva è per gran parte imposta dal peggioramento della situazione sui mercati. Ed è un tentativo per ammorbidire l'intransigente posizione della Germania rispetto ai conti dei paesi più indebitati di Eurolandia, offrendo un contributo forte all'allentamento delle tensioni che alimentano le divisioni politiche in Europa e che mettono a rischio il futuro dell'euro. Per questo motivo, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti (anche venerdì sera a cena con Berlusconi per un vertice a palazzo Grazioli) ha deciso di giocare la carta della velocità: i tagli si dovranno decidere subito, altrimenti si rischia anche di vanificare l'effetto annuncio di una correzione importante, che oscilla tra i 25 e i 28 miliardi.

Occorre blindare i conti pubblici per il prossimo triennio: questa è considerata l'unica strada per evitare che gli attacchi speculativi si dirigano anche sul nostro paese. La discussione è stata alquanto animata nel Consiglio dei ministri di ieri, e lo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi ha preso atto che la manovra sarà tutt'altro che leggera. Da parte di alcuni ministri di spesa è stata invocata maggiore collegialità. Tremonti si è limitato ad ascoltare. I tempi della correzione, ha osservato, sono imposti dalla crisi. Non vi è tempo da perdere. Se verrà rispettata la scaletta annunciata ieri sera da Palazzo Chigi, la manovra sarà approvata martedì.

Weekend di lavoro, dunque, per Tremonti e i tecnici dell'Economia che stanno scandagliando in queste ore la panoramica delle misure da inserire nel decreto. Tra queste rischia di saltare uno degli interventi-simbolo che, nelle intenzioni di Tremonti, dovrebbe caratterizzare anche in senso "etico" la manovra: il taglio del 10% dei compensi dei manager della pubblica amministrazione. Decurtare la retribuzione potrebbe aprire la strada a una serie di ricorsi presso la Consulta per incostituzionalità della norma. L'alternativa potrebbe consistere in una sorta di prelievo una tantum, che però dovrebbe essere applicato a tutti i redditi che eccedano la soglia indicata: 80-100mila euro annui. In questo caso, si tratterebbe però di altra cosa: un prelievo fiscale, appunto, non un taglio ai costi della politica.

Il menu delle misure allo studio dei tecnici dell'Economia, per il resto, prevede il congelamento della tornata contrattuale 2010-2012, per un risparmio pari a 5,3 miliardi. Per il pubblico impiego si prospetta peraltro anche la proroga del blocco del turn over. Si fa strada inoltre l'ipotesi di razionalizzare gli enti previdenziali: all'Inps il compito di erogare le pensioni e gli altri trattamenti assistenziali del settore privato, all'Inpdap quello di soggetto pagatore delle pensioni e dell'assistenza nel pubblico impiego, mentre l'Inail diverrebbe l'unico ente pubblico di assicurazione sul lavoro. Il riordino riguarderebbe anche diversi enti e istituti, dall'Isae all'Isfol, dall'Ice alla protezione civile.

Sul fronte della previdenza, è confermata l'intenzione del governo di intervenire sulle "finestre" di uscita per le pensioni di anzianità e vecchiaia.
Operazione che dovrebbe partire nel 2011, anche se resta tuttora in piedi (sia pur a livello di pura ipotesi di riserva) l'eventualità che si possa intervenire già sulla "finestra" del prossimo 1° luglio. Nel menu della manovra rientra anche una robusta dieta dimagrante per gli enti locali: si ipotizza un taglio biennale di 4 miliardi, 2 a carico di comuni e province, 2 per le regioni.

Quanto alla sanità, oltre al prospettato intervento per ridurre la spesa farmaceutica ospedaliera, si prospetta la chiusura dei piccoli ospedali. In tutto la stretta dovrebbe consentire di risparmiare 2,5 miliardi. Poi c'è il capitolo dei falsi invalidi e quello della lotta all'evasione fiscale. Una delle ipotesi allo studio è che nella manovra confluisca la nuova versione del redditometro, che dovrebbe cominciare a dispiegare i suoi effetti a partire dal prossimo anno. Tra le proposte compare anche il concordato con adesione per regolarizzare i cosiddetti immobili "fantasma". Quanto ai giochi, si pensa di incrociare i dati dell'Agenzia delle entrate e della Guardia di finanza: chi non versa l'imposta sui giochi sarà comunque chiamato a versare le imposte sui redditi.

Il governo stringe i tempi della manovra correttiva
Marcegaglia: contro la crisi serve l'unità della politica
IL PUNTO / Il centro-sinistra di fronte alla manovra di Tremonti (di Stefano Folli)
Il nuovo redditometro, istruzioni per l'uso (di Nicoletta Cottone)
LE MISURE / 1 Concordato per le case fantasma
LE MISURE / 2 Il redditometro al via dal 1° gennaio
LE MISURE / 3 Regioni in rosso: supertassa più vicina Commenti / Quali risparmi suggerisci per i conti pubblici?

21 maggio 2010
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