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Robot «verdi» in azione per fermare la catastrofe

di Daniela Roveda

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27 Aprile 2010
Robot «verdi» in azione per fermare la catastrofe

LOS ANGELES - Una nuova catastrofe ambientale si sta per abbattere sulla Louisiana, distrutta cinque anni fa dall'uragano Katrina, e solo una manciata di robot subacquei telecomandati potrebbe prevenirla. La compagnia petrolifera inglese British Petroleum sta cercando di rimediare al disastro causato dall'esplosione di martedì scorso su una piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico a 50 chilometri dalla costa americana.

Due squarci aperti nel condotto che congiunge la piattaforma al fondale stanno riversando nel mare mille barili di greggio al giorno. Un'immensa macchia di petrolio, lunga 45 chilometri e larga 30, sta avanzando verso la costa e secondo le previsioni dovrebbe arrivarci nei prossimi due giorni. Nell'esplosione sono morti sette operai, mentre le ricerche degli 11 dispersi sono ormai state interrotte.

I robot subacquei della Bp stanno tentando di attivare una valvola di sicurezza da 450 tonnellate per interrompere il flusso di greggio, ma le operazioni sono complicate dalle condizioni atmosferiche e dalla profondità della valvola, che si trova a quasi 1.600 metri sotto il livello del mare (nella migliore delle ipotesi, l'operazione richiederà un giorno e mezzo); la Bp sta inoltre valutando l'impiego di un'altra trivella per perforare in un altro punto il giacimento sottomarino; contemporaneamente potrebbe iniettare delle sostanze molto dense nel foro originario per fermare o almeno arginare la perdita (ma questa seconda operazione potrebbe durare due o tre mesi); la terza opzione prevede di coprire con una sorta di cupola l'area della perdita per intrappolare il petrolio e pomparlo su una petroliera, una tecnica finora utilizzata solo in acque poco profonde.

Bp ha mobilitato una flotta di cinque aerei e 32 motonavi per spruzzare la macchia di greggio con una sostanza chimica capace di disperdere il petrolio e per gettare immense reti sulla superficie del mare per contenere la macchia nera. Il danno ambientale potrebbe essere colossale soprattutto se il petrolio raggiungesse le isole Chandeleurs, un arcipelago a 45 chilometri dalla trivella nel quale si riproducono tartarughe, pellicani e altre specie di uccelli. Secondo la JP Morgan, il costo dell'incidente nella piattaforma - gestita per conto di Bp dalla svizzera Transoceanic - potrebbe raggiungere 1,6 miliardi di dollari. Senza contare il grave danno di immagine: ieri i titoli Bp hanno perso il due per cento.
La catastrofe della Louisiana potrebbe infine avere ripercussioni sulla politica energetica di Barack Obama, che ha da poco annunciato il progetto di aumentare l'esplorazione e la trivellazione nel Golfo del Messico.

VIDEO / La macchia di greggio in mare
Dopo l'esplosione della piattaforma Bp è disastro ambientale nel Golfo del Messico
L'onda nera nel Golfo del Messico

© RIPRODUZIONE RISERVATA

27 Aprile 2010
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